L’AQUILA – Atti persecutori, violenze, estorsioni, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, risse che hanno afflitto il territorio aquilano con clamorosi episodi che hanno riempito per settimane le pagine di cronaca.

Questa mattina, personale del Nor del Comando Provinciale dei Carabinieri di L’Aquila e della Squadra Mobile della Questura dell’Aquila hanno eseguito 13 misure cautelari disposte dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila, su richiesta della Procura della Repubblica presso il medesimo Tribunale per i Minorenni.

Le 13 misure cautelari, in 6 custodie in carcere e 7 collocamenti in comunità, costituiscono il culmine di una complessa attività di indagine che ha riguardato oltre 30 indagati minorenni e neomaggiorenni.

Violenze che hanno destato clamore pubblico, verificatesi in particolare nel centro storico, con conseguente allarme sociale nella cittadinanza e con profili di elevata pericolosità anche per la sicurezza e l’incolumità degli stessi minori coinvolti.

L’indagine, culminata con l’operazione di oggi, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni che si è avvalsa dell’eccellente contributo di Carabinieri e Polizia di Stato. Gli organi di polizia giudiziaria hanno operato in stretta sinergia mediante il compimento di attività tradizionali, nonché di complesse attività di intercettazione e videoriprese, che hanno consentito di far luce su uno spaccato estremamente allarmante e di ostacolare un percorso criminale in evoluzione.

Ne è conseguita la necessità dell’intervento repressivo, che tuttavia rappresenta il primo tassello di una imprescindibile azione preventiva, nonché di riabilitazione dei minori coinvolti.

I soggetti raggiunti da ordinanze cautelari, sono accusati di aver promosso attività dirette a creare forme di predominio su altri coetanei, di controllo di porzioni di aree urbane, di smercio professionale di sostanze stupefacenti in zone sensibili, in prossimità di scuole, di scontro con altri gruppi antagonisti di minori, verificatisi in diverse zone centrali del capoluogo.

La nazionalità degli indagati è varia (Paesi balcanici, nordafricani e Italia) a conferma che il disagio e la devianza minorile non hanno necessariamente una specifica origine geografica. A soggetti ospitati all’interno di comunità di accoglienza (sfuggevoli alle regole comunitarie) si affiancano cittadini italiani o comunque residenti con le famiglie di appartenenza.

Tra gli episodi registrati, lo scorso luglio, un’aggressione ad una pattuglia dei carabinieri da parte di circa 15 ragazzi, e nei mesi precedenti decine di giovani coinvolti in diverse risse e aggressioni, anche a colpi di bottiglie, nei luoghi di maggior concentrazione di persone.

Il Procuratore della Repubblica David Mancini commenta: “anche se l’azione repressiva di magistratura e forze dell’ordine è stata puntuale ed esaustiva, trattandosi di minori e neomaggiorenni si impone un forte richiamo all’esigenza di lavorare insieme agli enti preposti ed alla società civile per creare le condizioni di aiuto e prevenzione delle forme di disagio che generano questi fenomeni criminali, riguardino essi minori italiani, stranieri o stranieri non accompagnati, Questa è la chiave dell’intervento della giustizia minorile. La repressione è intervenuta per evitare conseguenze estreme e più gravi, ma l’obiettivo primario deve tendere al reinserimento dei giovani nel circuito sano della società.  Alla eventuale sanzione deve affiancarsi la riabilitazione, come traguardo finale, per il benessere del minore e di conseguenza dell’intera comunità civile”.

“Siamo intervenuti prima che questi fatti criminali degenerassero, anche in vista dell’apertura delle scuole -, ha detto il Colonnello Nicola Mirante, comandante dei Carabinieri della provincia dell’Aquila -. Un intervento forte, ma necessario che dia il segnale di presenza delle forze dell’ordine. È in corso in queste ore un Comitato per piano di controllo di servizi previsti sulla
riapertura delle scuole, in collaborazione con le associazioni. Educare per noi è la priorità”, conclude Mirante.

“Per questo tipo di indagine ci vuole una maggiore sensibilità e accuratezza, rispetto all’ordinario”, ha aggiunto Enrico De Simone, Questore dell’Aquila -. È un ambito sociale in cui bisogna moderare le modalità. È stata fatta un’azione molto discreta di indagine, perché dopo la pandemia non volevamo limitare la libertà di voglia di ripartire dei giovani. Divertimento sì, ma
nessuno sconto per fatti illeciti. Questi reati stavano creando uno stato di insicurezza in città, li abbiamo fermati prima che degenerassero”, conclude il Questore.

Dichiara il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: “Rivolgo le congratulazioni e la gratitudine, a nome della Municipalità e mio personale, al Nor del Comando provinciale dei Carabinieri, alla Squadra Mobile della Questura dell’Aquila, alla magistratura e al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, per l’importante operazione investigativa culminata con l’esecuzione di 13 misure cautelari per atti persecutori, estorsione, violenze, risse e cessione di sostanze stupefacenti. Una complessa attività di indagine, che ha coinvolto oltre 30 indagati minorenni e neomaggiorenni, avviata in seguito a episodi di violenza avvenuti, in particolare, nel centro storico. Forze dell’ordine e organi inquirenti hanno dimostrato ancora una volta quanto sia prioritaria la sicurezza dei cittadini e dei nostri giovani ragazzi. Il loro impegno e la loro professionalità sono una risposta concreta alle preoccupazioni espresse in più occasioni dalla comunità aquilana. Le istituzioni continueranno ad essere sempre al fianco delle forze dell’ordine nell’essenziale e consolidata collaborazione necessaria a tutelare e a proteggere i cittadini”.

Interviene con una nota anche Roberto Di Stefano, Segretario nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri,  “Una risposta importante data alla comunità Aquilana da parte delle Forze dell’Ordine, che alimenterà in maniera positiva anche la partecipazione dei Cittadini che in questi modo sentono le istituzioni più vicine e pronte ad ascoltare e cercare di risolvere le criticità che vengono percepite dalla Popolazione; infine un sentito grazie ai Colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile e delle Stazioni della nostra Compagnia, che hanno dedicato tutti i loro sforzi in questi ultimi mesi per accelerare i risultati importanti ottenuti oggi”.