L’AQUILA – “Io e mia madre abbiamo ripreso a lavorare il giorno dopo la tentata rapina, ma è ovvio che più di qualcosa sia cambiato dentro di noi. Il fucile puntato in faccia non l’avrei immaginato neanche nel peggiore degli incubi. Alla fine, però, è andata di lusso, anche se mia madre non si è ancora ripresa del tutto. Perché potevano ucciderci”.
Parla con amara tranquillità Eliseo Vallonio, titolare insieme a sua madre dell’agenzia di viaggi “Valtri” dell’Aquila che martedì sera, intorno alle 19.30, ha reagito a un tentativo di rapina da parte di tre banditi, di cui uno con un fucile da caccia.
La reazione inaspettata di Vallonio, con la madre letteralmente bloccata dietro il bancone, ha evidentemente sorpreso i banditi, considerati dalla polizia inesperti tanto da fuggire, dopo una colluttazione in cui Vallonio è rimasto ferito al braccio, e abbandonare giubbotti e fucile, quest’ultimo ritrovato scarico, nei pressi dell’hotel Amiternum, a poca distanza dall’agenzia che offre anche servizi di spedizione e ricezione di denaro Western Union, alla cui cassa avrebbero puntato i malviventi”.
“Fossero stati esperti – spiega Vallonio ad AbruzzoWeb – avrebbero tenuto a bada me e puntato l’arma contro mia madre, cioè contro la persona più debole dell’agenzia. Invece, quello col fucile è venuto contro di me, puntandomi in faccia il fucile. Io ho reagito d’istinto, non sono riuscito a controllare la reazione. Solo dopo, a cose finite, ho capito che da poteva finire in tragedia”.
“La scarica di adrenalina – prosegue Vallonio – si è esaurita solo il giorno dopo, quando ho cominciato ad accusare una certa stanchezza. Mia mamma è ancora impaurita, ma l’unico modo per riprendersi è lavorare. Lo stesso vale per me”.
“Adesso, però, ho la prova del fatto che L’Aquila non è più l’isola felice di un tempo e non solo per la ricostruzione post-sisma – ammette l’agente di viaggi – e questo chi conosce L’Aquila lo sa benissimo. Ci tocca pensare alla sicurezza, alle telecamere di sorveglianza, alle vetrate più difficili da sfondare, perché ormai la tranquillità è solo un vecchio ricordo. Prima d’ora, avevo subito solo un tentativo di rapina a mani nude, parecchi anni fa”.
“Oggi, invece, mi accorgo che c’è chi è capace di entrare nel tuo posto di lavoro col fucile spianato. In tanti mi hanno chiamato e inviato messaggi di solidarietà, specie chi come me ha un’attività commerciale e non si sente più sicuro. Questo è il segnale più evidente della fine che ha fatto la nostra città”, conclude Vallonio.





