L’AQUILA – C’è un ospedale più “a misura d’uomo” nei progetti dei vertici del San Salvatore dell’Aquila, con una foresteria per i parenti dei pazienti “fuori sede” e uno spazio più confortevole dedicato ai momenti d’attesa.
È il manager della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, ad annunciare queste novità che risolverebbero i grandi disagi che vivono soprattutto le famiglie che quotidianamente sono costrette a fare molti chilometri in macchina per raggiungere i propri cari ricoverati nel nosocomio aquilano.
Necessaria è innanzitutto la foresteria, che secondo i piani del direttore generale sorgerà all’interno delle casette di legno che si trovano nei pressi del cosiddetto ospedale del G8, spazi dove potranno essere adibiti gli alloggi per le persone di passaggio e che sono al momento ancora occupati.
“Ci auguriamo – spiega Silveri – che con il ripristino del Delta chirurgico queste strutture di legno possano esser liberate”.
Sui tempi di realizzazione però, ancora nulla di certo.
Ad amministrare il servizio di foresteria sarà la stessa società che risulterà vincitrice del bando per la gestione del bar del nosocomio: un avviso pubblico, scaduto il 31 luglio scorso, che parte da una base d’asta di 1,2 milioni di euro.
Meno brevi dovrebbero essere i tempi di realizzazione dello spazio ricreativo per i parenti degli utenti dell’ospedale, che sorgerà negli spazi che prima del terremoto ospitavano il servizio di accettazione.
“Abbiamo già dato il via libera al progetto – prosegue Silveri – quindi spero che questo spazio possa essere sistemato a breve. Vogliamo arredarlo con poltrone, divani e tavoli e collegarlo, attraverso un corridoio, al bar che sorge lì accanto”.
Un ospedale che a distanza di tre anni e mezzo dal sisma vive ancora numerose difficoltà, con intere zone ancora inagibili, sembra dunque avere almeno l’intenzione di fare qualche passo verso una maggiore “umanizzazione”.
Sperando che anche questi non rimangano solo progetti sulla carta e non finiscano nel pantano di lungaggini burocratiche e inerzie amministrative.






