L’AQUILA – Dopo 25 anni di battaglie giudiziarie, arriva la sentenza della Corte d’Appello che ha condannato l’Anas a risarcire i familiari dell’imprenditore aquilano Cesare Visconti, morto nel 1994 a causa di un incidente stradale lungo la statale 261, in direzione San Demetrio.

La sua auto, come ricorda Il Centro, urtò il guardrail che penetrò come una lancia nell’abitacolo, uccidendolo. 

Nella sentenza, depositata il 12 marzo, i giudici aquilani, in riforma di una precedente e diversa statuizione annullata dalla Cassazione, hanno definitivamente stabilito che il guard rail non era adeguato a fungere da protezione risultando non corretta la fissazione nel terreno della barriera. 
La Corte ha inoltre ritenuto l’offensività del guard rail, per come era strutturato, non idoneo non solo a fare da contenimento in carreggiata dei veicoli, ma nemmeno a ridurre al minimo gli impatti dannosi per gli occupanti delle auto.

L’Anas è stata quindi condannata per aver omesso colpevolmente di verificare che la parte terminale del guard rail fosse idonea, per la sua conformazione, ad attutire impatti violenti. 

Secondo l’avvocato Dario Visconti, che ha curato il buon esito della causa, “era indiscutibile la responsabilità dell’Anas nell’incidente che costò la vita allo stimato e noto imprenditore, mentre rientrava a casa dopo una giornata di duro lavoro”.