L’AQUILA – Rinviato a giudizio per una truffa da 2.500 euro Roberto Piccinini, 43 anni, aquilano, già noto alle forze dell’ordine per episodi simili.

A finire nella rete dell’ex promotore finanziario è stato G.S., 56 anni, dell’Aquila, che nel novembre del 2005 si era recato alla finanziaria Cofaq, di cui Piccinini era il titolare, per richiedere un prestito di 6 mila euro.

Accordato il finanziamento, Piccinini avrebbe però fornito alla sua vittima, assistita dall’avvocato Fabio Cassisa, due assegni di importo inferiore alla cifra pattuita. A quel punto il raggirato, rilevata la differenza, ha chiesto spiegazioni.

Per porre rimedio all’errore, Piccinini avrebbe fatto firmare uno dei due assegni per girata e una distinta di pagamento allo sprovveduto cliente, dicendogli che così avrebbe potuto risolvere l’equivoco.

A quel punto l’allora promotore finanziario avrebbe, però, consegnato tutto alla madre, N.G., che, nella sua qualità di importante correntista di una banca che prima del terremoto si trovava sotto i portici di San Bernardino, sarebbe riuscita a farsi cambiare dal cassiere un assegno non trasferibile anche in assenza dell’intestatario.

Secondo una delle testimonianze rese dal dipendente della banca che ha cambiato l’assegno, risulterebbe che, in casi eccezionali, in presenza di buoni clienti dell’istituto, forniti di copia del codice fiscale e di un documento d’identità, con la distinta firmata, questa forzatura nelle procedure sia attuata.

L’assegno, dal valore di 2.500 euro, non è stato versato sul conto della donna ma è stato cambiato in contanti che, però, non sono mai arrivati al raggirato.

Le indagini sono state svolte dalla Guardia di finanza.