L’AQUILA – “Tanti aquilani che abitano in alloggi sicuri al 100 per cento, dai progetti C.a.s.e. ai Map o perfino in case abbattute e ricostruite dopo il 2009, ha scelto di dormire nelle scuole per paura del terremoto”.

Lo conferma, pur tra mille cautele, la dirigente dell’ufficio di Protezione civile del Comune dell’Aquila, Enrica De Paulis, per la quale  “è un’impressione che nasce da quello che ci hanno raccontato i cittadini, ma bisognerebbe fare un censimento”.

Un dato che, tanto più se verrà sostenuto anche dalle statistiche, la dice lunga sul fenomeno già confermato dallo psichiatra Vittorio Sconci e dall’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano: un’insidiosa paura non tanto del fatto che le case possano danneggiarsi e crollare, ma il terrore di subire il terremoto in generale, che ci si trovi in casa, casetta, tenda o all’aperto.

Una dinamica che rischia di causare effetti nocivi a catena, e lo conferma il dato di chi aveva una casa sicura dove trascorrere la notte, ma ha scelto di dormire sui banchi di scuola, in certi casi anche senza brandine, per stare in compagnia e perché si è legittimamente rotto le scatole di sentire scosse su scosse sulla propria pelle.

“Il progetto C.a.s.e. e Map è sicuro! Se è necessario, ospitate parenti e amici”, ha provato a invitare il sindaco, Massimo Cialente, da Facebook: macché, nelle scuole e altre strutture come lo stadio “Gran Sasso-Acconcia” hanno dormito quasi 3 mila persone la prima notte, poco meno di 2 mila la seconda e ancora un migliaio ieri, nella terza e ultima.

In tal senso l’apertura ai cittadini delle scuole provvisorie, in queste ore in corso di pulizia per tornare a ospitare, da lunedì, alunni e lezioni, è stata un inedito clamoroso che ora rischia di creare un precedente per la cittadinanza, per la quale potrebbe diventare lecito attendersi questo provvedimento dopo ogni scossa di terremoto significativa percepita nel capoluogo.

“È stata una ‘coccola’ perché non c’era solo il terremoto, ma anche la neve, e non si sapeva dove andare: anche noi eravamo scossi – conferma la De Paulis, che riconosce anche il problema e i rischi da valutare – Su tutta questa vicenda, appena la situazione sarà più calma, dovremo necessariamente svolgere un accurato debriefing”, insomma una riunione di bilancio, conclude.