L’AQUILA – Prosegue nel mese di marzo la rassegna “Art e Cinema ” promossa dal Museo MU.SP.A.C., inserita nel progetto “Costruire cultura, 41 anni d’arte all’Aquila”, presentato nell’ambito di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.

Un’iniziativa che conferma la vocazione del Museo a creare occasioni di dialogo tra linguaggi espressivi diversi, mettendo in relazione arti visive e cinema come strumenti complementari di indagine sul presente. Per il mese di marzo in programma tre serate dedicate a opere cinematografiche che interrogano il ruolo dell’artista, le dinamiche del sistema dell’arte contemporanea e il complesso rapporto tra creazione, identità e memoria.

Tre film differenti per stile e ambientazione, ma accomunati dalla volontà di riflettere sul significato profondo dell’atto creativo e sulla responsabilità culturale dell’arte. Lunedì 9 marzo (ore 18:00) sarà proiettato “L’Artista” di M. Cohn e G. Duprat (2008), un’opera che affronta con ironia sottile e intelligenza critica il tema dell’autorialità e del valore attribuito all’opera d’arte. Attraverso una narrazione essenziale e simbolica, il film mette in luce i meccanismi che regolano il sistema artistico e la fragile linea di confine tra gesto creativo, provocazione e riconoscimento pubblico.

Martedì 10 marzo (ore 18:00)  sarà la volta di “The Square” di Ruben Ostlund, Palma d’Oro al Festival di Cannes. Ambientato nel mondo dell’arte contemporanea, il film racconta con tono satirico e spiazzante la vicenda di un curatore museale alle prese con un’installazione provocatoria. Ne emerge un ritratto lucido e talvolta impietoso delle contraddizioni morali e culturali della società occidentale, in cui i valori di solidarietà e responsabilità vengono messi costantemente alla prova.

Mercoledì 11 marzo (ore 18:00) la rassegna si concluderà con “Opera senza autore” (2018) di F. H. von Donnersmarck, un intenso affresco storico ispirato a vicende reali. Il film segue il percorso umano e artistico di un giovane pittore nella Germania del secondo dopoguerra, attraversando le ferite del nazismo, la divisione del Paese e la sua rinascita culturale. Un racconto che intreccia memoria personale e trasformazioni collettive, mostrando come l’esperienza individuale possa diventare materia viva per la creazione artistica.