L’AQUILA – Si avvia a conclusione con una transazione la vicenda ultraventennale Impregilo relativa alle riserve avanzate per la costruzione del megaparcheggio Lorenzo natali dell’Aquila, con una rateizzazione in tre anni dei 10,3 milioni di euro che il Comune dovrà iniziare a pagare da luglio.
Lo scrive il quotidiano Il Messaggero.
Tra i lavori eseguiti i parcheggi sotterranei, il collegamento con la statale 17, il tapis roulant, il tunnel di collegamento con piazza Duomo.
L’impresa ha contestato i tempi biblici dei lavori andati avanti per 44 mesi (fino al luglio del 1997) oltre i termini previsti con ben 5 proroghe, chiedendo dunque il ristoro dei danni e dei maggiori oneri sostenuti.
La richiesta originaria era di 19 milioni di euro per le riserve iscritte e confermate negli atti di collaudo e ulteriori 2 milioni di euro per il ritardato pagamento del corrispettivo di concessione.
L’atto di citazione era stato notificato al Comune nel 2006 ma l’amministrazione si costituì solo a febbraio del 2007.
Ieri il tavolo in Comune il sindaco, Massimo Cialente, il vice sindaco Nicola Trifuoggi, l’assessore al bilancio Giovanni Cocciante e i vertici della società che ha dato l’assenso alla rateizzazione.
Un salasso per il Comune, già impegnato a in un bilancio di previsione lacrime e sangue.
L’accordo in cui la società rinuncia agli interessi maturati dovrà essere formalizzato con una proposta transattiva scritta dal Comune e ratificata dalla società.
Il mese scorso la Giunta aveva deliberato un provvedimento per scongiurare per scongiurare il pignoramento delle somme.
Nell’udienza del 19 gennaio scorso il giudice unico Daria Lombardi aveva condannato in primo grado il Comune a pagare le riserve di realizzazione dell’opera in seguito all’azione promossa dalla Imprepar Impregilo, quale mandataria di di un’associazione temporanea di imprese.
I giudici hanno dichiarato la provvisoria esecutività della sentenza, prima di affrontarla nel merito. Un titolo che consentirebbe a Impregilo di rivendicare la somma, circa 10 milioni di euro.
Il Comune è corso così ai ripari disponendo la non pignorabilità dei fondi ai sensi del testo unico degli enti locali e intavolando una transazione con la società.




