L’AQUILA – “Felicissimo per la prima pietra del Ponte di Fonte secco. Una città però dopo 14 anni dovrebbe avere tre simboli terminati: il Comune, il Duomo e il Teatro Comunale. Un’accelerazione andrebbe bene. L’Aquila nel cuore”.

Il commento su fb è stato postato ieri dall’avvocato Biagio Tempesta, ex sindaco dell’Aquila, nel giorno in cui è stata posata la prima pietra simbolica per la realizzazione del nuovo ponte Belvedere da parte del sindaco Pierluigi Biondi affiancato dal vice sindaco con delega alla Ricostruzione dei Beni pubblici, Raffaele Daniele. Una opera dall’ iter travagliato, partito da lontano, con lo svaro, il 27 ottobre 2021, di una prima parte del ponte, danneggiato dal terremoto del 2009. Un percorso accidentato che ha registrato la lievitazione dei costi e pesanti ritardi sulla tabella di marcia che prevedeva, inizialmente, la conclusione dei lavori entro maggio 2022. Ora da contratto ci sono 200 giorni di tempo per il montaggio della struttura, e il costo finale dell’opera sarà di 4,6 milioni di euro, con un sostanzioso ritocco al rialzo foriero di molte polemiche. Il costo complessivo dell’intervento ammonta a 6,1 milioni.

Cresciuto politicamente nel Movimento Sociale, per poi passare a Forza Italia, quindi al Popolo della Libertà ed infine in Futuro e Libertà, Tempesta è stato per due volte sindaco, dal 1998 al 2007.

Il post ha innescato un fitto dibattito. “Una città dentro le mura dovrebbe avere residenti, scuole e uffici a 15 anni dal terremoto”,  “le scuole dentro le mura e fuori le mura quanti anni quanto devono ancora aspettare? Gli alunni e i docenti aquilani nei musp fa freddo d’inverno e scoppi di caldo in primavera pensa ai piccoli bimbi delle primarie…”.

Ha risposto Tempesta alle varie osservazioni: “Io avrei messo il turbo a tutto, anche alla metropolitana di superficie visto che si parla di mobilità…”, riferendosi alla linea tranviaria per collegare direttamente la periferia occidentale della città con il centro storico, in particolare con piazza Palazzo e piazza Duomo, iniziata sotto la sua consiliatura, ma rimasta incompiuta.