L’AQUILA – Una comitiva di inglesi arrivati all’Aquila con un’agenzia di turismo archeologico rimasta un’ora davanti al cancello del teatro romano di Amiternum ad aspettare che il custode gli aprisse.
È l’ultima istantanea che immortala il tipo di accoglienza che una terra che quotidianamente rivendica la vocazione turistica offre a quella manciata di persone che sporadicamente sceglie questo angolo d’Abruzzo come meta.
L’area archeologica nei pressi di San Vittorino è poi nel degrado più assoluto. Neanche la realizzazione di una struttura che sarebbe dovuta servire all’accoglienza ha aiutato a migliorare le cose, visto che è quasi sempre chiusa e nell’abbandono.
Secondo quanto denunciato da un lettore di AbruzzoWeb, che ha provato a sollecitare almeno lo sfalcio dell’erba, “i dipendenti della Soprintendenza non possono intervenire perché hanno cambiato livello e in base alla nuova qualifica non sono tenuti a farlo”.
“Tutti parlano di turismo – si sfoga il lettore – ma chi dovrebbe farlo il contadino della Basilicata?”.
“Per le strutture destinate all’accoglienza, che sono sempre chiuse, sono stati spesi un sacco di soldi – aggiunge – ho presentato una denuncia alla Corte dei Conti ma non è intervenuta!”.
Non è da meno il vicino anfiteatro romano, ormai senza neanche più illuminazione notturna. (red.)






