L’AQUILA – “Quello degli asili nido è un settore educativo, non un servizio sociale. E all’Aquila, come negli altri comuni abruzzesi, in base al regolamento della Regione anche le famiglie con reddito Isee medio, cioè tra gli 8 mila e i 36 mila euro l’anno, vedranno aumentare notevolmente le tariffe. In questo modo, si creeranno divisioni a dir poco anacronistiche tra chi potrà pagare e chi invece sarà costretto ad altre scelte”.
Lo afferma ad AbruzzoWeb Emanuela Di Giovambattista, assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, sul tema molto delicato della compartecipazione dei cittadini ai costi dei servizi sociali o socio-sanitari in base al reddito.
“In base al regolamento della Regione Abruzzo (le linee guida per la compartecipazione degli utenti ai servizi sociali e socio sanitari, da poco approvate i Giunta, ndr) – spiega Di Giovambattista – anche per gli asili nido, chi ha un reddito Isee al di sotto degli 8 mila euro ha i servizi totalmente gratuiti, mentre dagli 8 mila ai 36 mila euro si agisce seguendo scaglioni di pagamento, ma al di sopra dei 36 mila euro di Isee si paga il 100 per cento del costo del servizio, cioè non c’è compartecipazione.
Al Comune dell’Aquila, il costo per ogni bimbo è di mille euro al mese, significa che chi ha un reddito alto arriva a pagare al massimo 350 euro al mese per la retta all’asilo nido”.
“Ora, però, con questi nuovi parametri – è preoccupata l’assessore – anche chi ha un reddito Isee più basso pagherà di più. E chi ha un reddito superiore a 36 mila euro pagherà il cento per cento del costo del servizio, cioè mille euro al mese.
Di conseguenza, si spalancheranno le porte a delle enormi disparità. Alla fine, infatti, da una parte ci saranno servizi per la maggior parte pubblici che verranno utilizzati da chi ha basso reddito e magari soffre pure di particolari fragilità sociali; dall’altra parte, ci saranno servizi per famiglie a reddito alto e reddito medio”.
“Insieme al sindaco, Massimo Cialente – fa presente poi Di Giovambattista – ho inviato circa un mese fa una lettera, rimasta senza risposta, all’assessore regionale alle Politiche sociali, Marinella Sclocco, affinché si rifletta bene su questa situazione e si giunga allo stralcio degli asili in questo ambito”.
“Alcuni servizi hanno delle peculiarità, l’asilo nido ha una peculiarità educativa e di elevata qualità, per cui vanno seguite altre strade”, conclude l’assessore.






