L’AQUILA – Rimane senza un perché il suicidio di Guido Leli, il giovane di 23 anni di Valle Cupa, frazione di Fagnano Alto (L’Aquila), avvenuto il 30 luglio dello scorso anno.

Stando a quanto riporta Il Centro, le indagini non sono riuscite a chiare le ragioni per le quali il ragazzo decise di farla finita.

Un gesto inspiegabile, che gettò nella disperazione familiari e amici, che su Facebook riversarono il loro dolore con messaggi pieni di incredulità.

La Procura della Repubblica decise di aprire un’inchiesta su quella morte, inizialmente contro ignoti, per il reato di istigazione al suicidio.

A non quadrare erano le affermazioni discordanti fatte dalla fidanzata di Guido e gli amici. La ragazza è stata l’ultima persona ad averlo visto in vita. Guido, infatti, avrebbe compiuto il gesto estremo proprio in seguito a un litigio con lei, ma la giovane non se ne sarebbe accorta, affermando che il dramma si è svolto nel giro di pochissimo tempo.

Si decise di nominare un perito che tentasse di ricostruire i fatti sentendo le parti e arrivando a fare delle conclusioni. Secondo quanto si è appreso non sono emersi fatti nuovi che in qualche modo chiarissero le responsabilità.

Gli atti sono stati restituiti alla Procura per le determinazioni del caso.

Il giorno dei funerali nella chiesa parrocchiale del paese di cui era originario il giovane, furono almeno in mille a dargli l’ultimo saluto.