L’AQUILA – È stato organizzato anche all’Aquila il progetto, promosso dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e volta a ricordare i 60 anni dal “no” di Rosa Parks, tramite iniziative realizzate sugli autobus di tutta Italia con il coinvolgimento di artisti, attori, migranti e scrittori stranieri, “Al posto giusto”.
Nel capoluogo l’iniziativa è andata in scena sugli autobus di linea dal 3 al 5 dicembre, grazie al Comune, tramite aalla collaborazione tra l’assessorato alle Politiche Sociali e l’assessorato alla Cultura, l’Azienda per la mobilità aquilana ed il progetto Sprar, gestito dal comitato territoriale Arci L’Aquila.
“Il 1 dicembre del 1955 – si legge in una nota degli organizzatori aquilani – Rosa Parks su di un autobus dell’Alabama si rifiutò di cedere il posto a sedere riservato ai bianchi. Quel fermo diniego cambiò per sempre la storia dei diritti civili”.
Su 18 autobus di linea, in pratica, nelle tratte che andavano dal Terminal di Collemaggio a Coppito, all’Aquilone, a Roio, a Paganica ed a Cansatessa, dalle ore 10:30 alle 13:30, sono state coinvolte circa 500 persone, grazie alla realizzazione di interventi da parte i beneficiari del progetto Sprar e grazie all’associazione ArtistiAquilani Onlus, curatrice di un laboratorio teatrale che si sta svolgendo con i beneficiari stessi.
Cinque operatori, tra musicisti ed attori e circa 10 richiedenti asilo e rifugiati ospiti del progetto Sprar dell’Aquila hanno cantato, suonato e recitato al fine di portare un messaggio di fratellanza e di uguaglianza.
“Purtroppo – si legge ancora nella nota – l’iniziativa ha incontrato alcuni casi di persone che hanno manifestato la totale indifferenza a testimonianza di quanto ancora sia lungo il cammino in un percorso di uguaglianza e parità di diritti che vada a cancellare qualsiasi forma di discriminazione e di pregiudizio. La grande maggioranza delle persone incontrate però ha partecipato ed è stato grande il coinvolgimento delle persone che hanno cantato e ballato al nome di Rosa Parks, una storia ad alcuni sconosciuta e grazie alla quale si sono trasformati dei mezzi di trasporto in un mezzi di comunicazione. Per un giorno tutti sono stati Rosa Parks, i musicisti, gli attori, i ragazzi del progetto Sprar, gli studenti che hanno ballato e le signore, al ritorno dal fare la spesa, che hanno cantato, come la signora Maria, una donna anziana che non è scesa alla sua fermata per cercare spensieratezza continuando il viaggio tra musica, sorrisi e diritti civili. Anche lei, Rosa Parks”.





