L’AQUILA – “È noto a tutti che in questo momento gli ultras aquilani sono arrabbiatissimi con il comune e quindi il sottoscritto, per i ritardi nella realizzazione e completamento dello stadio di Acquasanta. Quale migliore occasione per gettare benzina sul fuoco? Ma davvero si pensa che simili operazioni possano passare così?”.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, “vede” un’operazione ben precisa dietro la rimozione di uno striscione, da parte del Comune dell’Aquila, firmato dai Red Blue Eagles 1978, gruppo storico del tifo organizzato che segue L’Aquila Calcio.
Il caso è scoppiato quando, sul suo profilo Facebook, il segretario regionale dell’Ugl, Piero Peretti, in riferimento allo striscione che gli ultras dell’Aquila Calcio avevano posizionato in una rotatoria della periferia dell’Aquila contro la sentenza d’Appello del processo alla commissione Grandi rischi, che ha assolto gli scienziati condannati in primo grado per aver rassicurato gli aquilani prima del terremoto del 6 aprile 2009, aveva scritto: “ho appena appreso da fonti attendibilissime che lo striscione dei Red Blue Eagles posto alla rotonda di Santa Barbara è stato rimosso su disposizione del Comune dell’Aquila. Semplicemente da vomito!”.
Commento al quale Cialente aveva risposto affermando di essere intenzionato a saperne di più sulla vicenda, visto che fino a quel momento era all’oscuro.
Successivamente è arrivato il comunicato ufficiale dei Rbe, furiosi per quanto accaduto.
“Mi sono molto arrabbiato – le parole di Cialente sul suo profilo Facebook – e sono molto rammaricato per la vicenda degli striscioni rimossi. È successo quanto segue, riferitomi in questo istante dal Dirigente del Settore Tributi. Sono arrivate, all’ufficio tributi, segnalazioni anonime che denunciavano la presenza di uno striscione ‘pubblicitario’ che non era autorizzato, in altre parole abusivo. Gli operai dell’ufficio affissioni hanno fatto l’intervento di rimozione, cosa che a detta del Dirigente, si farebbe sempre (non sono sicuro che ciò avvenga di solito e con tanta solerzia, controllerò meglio da oggi in poi). Gli operai hanno pertanto rimosso lo striscione”.
“Ho spiegato al Dirigente, invitandolo a prestare per le prossime occasioni più attenzione, che quello striscione, come quelli che compaiono ormai come un appuntamento alla curva dello stadio, non sono pubblicitari, ma sono un mezzo di espressione di alcuni cittadini, soprattutto giovani, che di volta in volta esprimono solidarietà , rabbia, prese di posizione su vicende drammatiche o comunque importanti del paese, o gioia per un evento sportivo. Altro che striscioni pubblicitari! “, ha proseguito Cialente.
“Ho pregato il dirigente – ha scritto ancora il primo cittadino – di cercare di recuperare gli striscioni. Sperando non siano stati distrutti. Mi spiace per i Red Blue Eagles e per i cittadini che potrebbero sospettare che in questa città ancora non ci si è accorti che il Muro di Berlino è caduto esattamente 25 anni fa. Ma poiché non sono nato ieri, e sono sempre abituato a chiedermi il perché accadono le cose, che non accadono mai per caso (non credo al Fato dagli anni in cui ho studiato Omero), ritengo che l’operazione sia stata ben organizzata, a partire dalle ripetute segnalazioni anonime, per finire a chi ha oggi denunciato la vicenda con tanta “indignazione” e clamore, ben prima della giusta reazione dei ragazzi dei Rbe”.
“Cercheremo di capire chi ha fatto le ripetute segnalazioni anonime”, ha concluso Cialente.






