L’AQUILA – Comincia dal primo superiore l’acquisto di droga tra i giovanissimi studenti dell’Aquila.
Questo il dato allarmante dell’operazione della squadra Mobile del capoluogo che ha portato a smantellare un sistema di spaccio con oltre 40 casi segnalati da inizio anno, per di più con un tipo di droga resa più pesante del normale.
“Da gennaio avevamo iniziato un lavoro di contrasto allo spaccio nelle scuole, che all’Aquila è fiorente: lo riteniamo grave e continueremo a controllare”, ha detto in un incontro con i cronisti il dirigente della squadra Mobile, Maurilio Grasso.
“Non ci sono grandi pregiudicati spacciatori, anche se qualcuno ha precedenti, ma sono giovani, il pm David Mancini è comunque propenso alla richiesta di rinvio a giudizio – ha precisato – Non voglio giustificarli ma non ci sono episodi di violenze o bullismo, sono ragazzi abbastanza tranquilli da questo punto di vista”.
“Gli acquirenti sono veri e propri ragazzini, è incredibile come si possa vendere a loro questo tipo di droga – ha aggiunto poi – Si tratta di una marijuana modificata tramite innesti che ha un principio attivo molto alto ed è molto più dannosa di quella normale, tanto che può portare ad avere vuoti di memoria per qualche istante, di qui il nome amnesia”.
Caratteristiche che fanno aumentare il costo a dose dai normali 10 euro al grammo a circa 25. “In un paio di casi, ci sono stati malori di studenti a causa del consumo di questo stupefacente”, ha svelato Grasso. La Polstato ha collaborato con l’Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente) per capire le esatte proprietà e composizione dello stupefacente, secondo quanto reso noto.
La provenienza della droga è cittadina ma anche extra ed è tuttora oggetto di indagine. “Questo è un filone ma ce ne saranno altri più avanti”, ha promesso Grasso, che ha ringraziato le scuole per le segnalazioni e il silenzio sulle operazioni di indagine.
“La droga all’Aquila c’è, è presente, non avremo mai 50 o 100 chili perché non è necessario: arriva in piccoli quantitativi e viene distribuita in città”, ha sottolineato poi parlando del fenomeno in generale.
I baby spacciatori si sono organizzati con una base operativa in una casa che avevano preso in affitto vicino agli edifici scolastici, dove sono stati trovati 30 grammi di marijuana e 20 di hashish oltre a strumenti per il confezionamento delle dosi.
Arrivavano con un’auto, sempre la stessa, e cominciavano a vendere vicino al bar della zona di Colle Sapone, che non c’entra con le indagini, o in centro storico, in particolare nella zona dei Portici, che sono tornati a essere popolati dai giovanissimi dopo la riapertura post-sisma.
Da gennaio sono state almeno 40 le cessioni scoperte dagli agenti della Mobile e riprese con video e fototografie.





