L’AQUILA – Mercoledì 3 dicembre 2025 a partire dalle ore 10.00, presso la Sala San Basilio del Centro Congressi “Luigi Zordan” Piazza San Basilio L’Aquila, si terrà il Seminario di studi dal titolo Intelligenza artificiale e diritto del lavoro.

Il seminario di studi intende fornire una mappatura delle principali questioni giuslavoristiche sollevate dall’Intelligenza Artificiale nonché dall’opacità dei sistemi algoritmici e una disamina delle soluzioni di policy adottate o in via di adozione a livello europeo e nazionale. Appare utile, infatti, comprendere come regolare l’avanzamento tecnologico per correggere eventualmente le dinamiche distorsive in termini di protezione del lavoro.

Se il diritto del lavoro insegue da sempre, non senza fatica, le trasformazioni tecnologiche ed organizzative, è fuor di dubbio che lo stress-test cui l’avvento dell’intelligenza artificiale ha già sottoposto e sottoporrà la materia risulta particolarmente probante ed intenso.
L’idea europea emergente dal Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio Ue 2024/1689 – afferma la prof.ssa Lina Del Vecchio docente di Diritto del Lavoro presso l’Università degli Studi dell’Aquila- che stabilisce regole armonizzate sull’AI, è che nel prossimo decennio sarà centrale lo sviluppo di un’intelligenza artificiale affidabile, pensata quale strumento che possa portare numerosi benefici (processi di produzioni più efficienti, trasporti più sicuri e green, migliori cure sanitarie ecc.) e al contempo salvaguardare i diritti fondamentali, senza con ciò ostacolare lo sviluppo tecnologico.
Del resto – prosegue la prof.ssa Del Vecchio – il cambiamento che l’AI ha già portato nella società giustifica una riflessione complessiva che guardi alla dimensione dei diritti individuali e collettivi dei lavoratori al cospetto di un progresso che, da più voci, si reclama “antropocentrico”.
È fondamentale, quindi, interrogarsi sulla capacità del diritto del lavoro a realizzare ancora una tutela efficace ed equa nel contesto indotto dalle nuove frontiere tecnologiche.