L’AQUILA – La “discoteca della discordia” nella periferia Ovest dell’Aquila si farà.
Il Consiglio comunale, infatti, ha approvato la proposta di modifica della destinazione d’uso del complesso, che si trova nell’area industriale di Pile, e che insiste su terreni per 4 mila metri quadrati destinati, sulla base del vecchio piano regolatore, ad “attrezzature generali”, cioè a servizi di uso pubblico e di interesse generale.
Per completare la realizzazione della discoteca, già in fieri, particolare questo che ha scatenato proteste, la ditta proprietaria, la “Orione costruzioni” dell’imprenditore Massimiliano Nurzia, aveva chiesto e oggi ha ottenuto in via definitiva la destinazione ad “attrezzature ricettive”.
La delibera è stata approvata con 18 voti favorevoli, 6 contrari e di 2 astensione, e prima della votazione si è scatenata la bagarre, con toni molto accesi e scambi carichi di tensione tra il sindaco, Massimo Cialente, e i principali oppositori del progetto, i consiglieri Ettore Di Cesare, Vincenzo Vittorini ed Enrico Perilli.
Alla fine l’aula ha dato il via libera, con maggioranza e opposizione che si sono spaccate al loro interno: a dare il sì, infatti, anche Pierluigi Properzi (Domani L’Aquila), candidato sindaco del centrodestra alle ultime amministrative, ed Enrico Verini (Futuro e libertà). Contrario, invece, Daniele Ferella di Tutti per L’Aquila, mentre si sono astenuti Guido Liris (Popolo della libertà) e Raffaele Daniele (Unione di centro).
Tra i banchi del centrosinistra i “no” sono arrivati da Perilli e Gianni Padovani (Socialisti), mentre il suo collega di gruppo, Antonio Nardantonio, si è espresso favorevolmente, così come tutta la pattuglia del Partito democratico, che in passato aveva manifestato qualche mal di pancia.
Si tratta, tra l’altro, di una procedura inusuale rispetto alla prassi istituzionale, visto che il provvedimento era stato bocciato in commissione consiliare Territorio lo scorso 15 dicembre.
Il ‘niet’ dell’organo presieduto dallo stesso Perilli non è vincolante ma di solito quello che viene depennato in commissione in Consiglio non ci va nemmeno. Stavolta ci è andato e l’esito è stato anche ribaltato.
LA STORIA DELLA DISCOTECA
La Orione aveva rilevato i terreni in questione dalla ditta Giuliani Sante, che aveva richiesto nel luglio 2011 il permesso per costruire una rivendita all’ingrosso di materiali edili, salvo poi vendere l’appezzamento nell’ottobre dello stesso anno.
Il 26 settembre 2012 la Orione aveva presentato istanza per il cambio di destinazione d’uso da “attrezzature generali” ad “attività ricettive”, integrandola il 2 ottobre con una nota in cui si faceva riferimento “alla necessità di ricreare, a seguito del sisma del 6 aprile 2009, “centri di aggregazione per i giovani del territorio”.
Stessa espressione riportata nel corpo della delibera di Giunta che successivamente ha affermato di condividere “la necessità di ricreare, a seguito del sisma del 6 aprile 2009, centri di aggregazione e di ritrovo per i giovani del territorio, nonché di avere un luogo di incontro distante dalle zone residenziali che non disturbi la quiete pubblica”.
Una delibera approvata a novembre in Giunta comunale, con quella che fu definita una “sveltina” dallo stesso Enrico Perilli.






