L’AQUILA – È tornato in libertà per decorrenza dei termini di custodia cautelare G.C., rumeno di 34 anni, accusato del reato di induzione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile e per atti sessuali con minorenne.

La storia risale a un anno fa, quando i carabinieri della compagnia dell’Aquila, avevano scoperto che una coppia di stranieri faceva prostituire le due figlie, all’epoca dei fatti di 13 e 14 anni.

A seguito di indagini erano stati arrestati i due coniugi, H.C. e S.N., di 34 e 42 anni, residenti a Pizzoli (L’Aquila) e G.C., amico di famiglia, inoltre erano state indagate 17 persone perché accusate di aver avuto rapposrti sessuali con le ragazzine.

Nel corso dell’incidente probatorio e della ricognizione fotografica, eseguiti con le protezioni del caso data l’età delle due, erano stati riconosciuti almeno sei-sette dei presunti clienti, ma solo con alcuni di questi le giovani avrebbero consumato rapporti a pagamento, mentre con gli altri avrebbero intrattenuto solo frequentazioni amichevoli occasionali senza alcuna implicazione di tipo sessuale..

G.C., difeso dall’avvocato del foro dell’Aquila Massimo Costantini, ha ammesso le accuse di aver avuto rapporti con le ragazze ma non lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione, e dopo aver trascorso 12 mesi nella casa circondariale di Teramo è stato scarcerato.

Titolare dell’inchiesta è il pm della procura dell’Aquila Simonetta Ciccarelli. (pi.bi.)