L’AQUILA – Troppo veloce e troppo cara.

Questa la sproporzione alla base del litigio tra una prostituta originaria dell’Est europeo e un suo cliente avvenuta ieri in un appartamento in periferia dell’Aquila, nel quartiere di Pettino.

Una lite con esito imprevisto: dato che l’avventore non voleva andarsene e non voleva pagare, la lucciola, infatti, ha chiamato il 113 e ha fatto intervenire una “pantera” della squadra Volante.

Al di là del bisticcio gli agenti si sono trovati davanti una situazione su cui necessariamente serviranno approfondimenti, anche perché, da quanto si è appreso, oltre alla ragazza c’era una collega in quell’appartamento di via Agnetti.

Non ci sono state minacce né violenza, ma solo una sorta di inadempimento contrattuale.

Sono ancora pochi gli elementi per parlare di sfruttamento, l’unica ipotesi di reato possibile perché la semplice prostituzione non è reato.

Oltretutto, il clamore mediatico suscitato dalla vicenda renderà più guardinghi eventuali protettori delle squillo, per questo traspare un certo scetticismo da parte degli investigatori. Che, comunque, stanno indagando.

Il responsabile è un operaio di 26 anni, albanese, che lavora nei cantieri della ricostruzione dell’Aquila e non ha precedenti penali.

In Italia senza fissa dimora e senza documenti al seguito, è stato denunciato. La sua posizione è sanabile rivolgendosi all’ufficio immigrazione, anche se la denuncia resterà in una forma differente.

Si valuta anche l’opportunità dell’espulsione dal territorio nazionale. Alberto Orsini