L’AQUILA – Il nucleo di polizia Ambientale dei vigili urbani dell’Aquila ha messo i sigilli all’area della ex Sercom a Pagliare di Sassa a poche centinaia di metri da dove sorge uno dei progetti C.a.s.e. realizzati dopo il sisma del 2009.
A causare il sequestro, sembra, la presenza di materiali inquinanti, in particolar modo vernici e solventi abbandonati all’interno del capannone da 24 mila metri quadrati, una delle grandi incompiute del capoluogo.
Oltre dieci anni fa, infatti, una ditta calabrese iniziò i lavori per l’insediamento di un mega centro commerciale poi mai realizzato, con l’accordo che se le opere non fossero state concluse entro una certa data la struttura sarebbe stata acquisita al patrimonio comunale.
Il comandante della Municipale, Eugenio Vendrame, conferma la circostanza, ma sottolinea di “non poter dare altre informazioni perché è in corso un’operazione di polizia giudiziaria”.
Cadono dalle nuvole, invece, tanto il vice sindaco con delega all’Ambiente, Roberto Riga, quanto gli assessori alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, e alla Polizia municipale, Betty Leone, che riferiscono di “non saperne nulla”.
Nelle intenzioni dell’amministrazione il fabbricato dovrebbe ospitare una fabbrica di dolci, ipotesi osteggiata dalla lista civica L’Aquila che vogliamo e dalla senatrice del Movimento 5 stelle Enza Blundo. (pi.bi.)





