L’AQUILA – Contro la condizione delle scuole italiane e nello specifico contro quella in cui versano le scuole aquilane, i genitori degli studenti dell’Istituto Elena Di Savoia, e Luigi Rendina (Itas e Itc) chiedono attenzione allo Stato e al Governo.
“La situazione era già grave in precedenza ma addirittura ora le scuole aquilane sono state fatte passare dal presidente della provincia, Antonio Del Corvo, in secondo piano rispetto a quelle di Avezzano – sostiene il gruppo di genitori che questi giorni si sta presentando in massa negli istituti occupati a firmare il documento – basta visitare la scuola per rendersi conto della situazione”.
Questo il documento integrale portato all’attenzione di AbruzzoWeb dall’Unione degli Studenti.
LA NOTA
Appello alle istituzioni da parte dei genitori degli studenti dell’Iis Elena Di Savoia – Luigi Rendina (Itas e Itc).
Noi genitori degli alunni dell’Istituto I.I.S. attualmente in stato di occupazione, avendo riflettuto sulla difficoltà oggettiva del funzionamento della scuola, priva dal 2009 di spazi essenziali per la crescita formativa dei nostri figli (palestra, aula magna, laboratori) e avendo notato con rammarico la precarietà e la scarsa sicurezza della struttura nella quale gli stessi passano oltre 5 ore al giorno, non possiamo fare altro che aderire idealmente alla loro agitazione e sostenere le loro giuste richieste.
Riscontrando la compostezza, la serenità e la vitalità espressa dai nostri figli che intendono così manifestare la loro giusta preoccupazione per il presente povero e il futuro drammatico, siamo loro alleati in questa battaglia che speriamo ci veda vincitori, nonostante in questi tempi siano presenti in misura sempre maggiore drastici tagli di risorse e di mancanza di prospettive da parte dei giovani in una società sempre più precaria sul piano occupazionale.
Ci rivolgiamo allo Stato e al Governo chiedendo di tenere bene a mente la situazione scolastica dei giovani aquilani e di essere attenti alle istanze del mondo giovanile, poiché sul loro destino pesano le nostre responsabilità e gravano le sorti del nostro Paese.





