L’AQUILA – Vacanze che risultano come ferie: il periodo di Natale ma anche il giorno della nevicata, il 27 novembre scorso, quando il sindaco ha chiuso tutte le scuole.
È l’amara scoperta che hanno fatto le educatrici dell’asilo nido comunale e le insegnanti del prescuola e interscuola delle elementari, quando hanno visualizzato i cartellini delle timbrature mensili sulla rete Intranet del Comune dell’Aquila.
Un debito di ore assolutamente inaspettato, la cui spiegazione è stata subito dopo chiara: il Comune ha segnato un “meno 6 ore” per ogni giorno lavorativo compreso tra il 21 dicembre e il 7 gennaio, e per la giornata del 27 novembre.
Alle insegnanti, di fatto, sono state considerate come ferie i giorni in cui le scuole restano obbligatoriamente chiuse, un fatto mai accaduto prima.
A chi le aveva, queste ore sono state scalcolate direttamente dagli straordinari accumulati. Chi non aveva invece un “bonus” di ore in più, si trova ora con il debito.
C’è da sottolineare che insegnanti ed educatrici possono prendere al massimo 6 giorni di ferie all’anno, proprio perché si considera che nel periodo di Natale, Pasqua e d’estate, scuole e asili sono chiusi.
Sulla vicenda i sindacati hanno già annunciato battaglia e già lunedì si terrà un incontro con la dirigenza del settore Risorse umane del Comune.
“Sono preoccupato ma anche arrabbiato rispetto a quanto accaduto – spiega Franco Federici della Cgil-Fp – andremo all’incontro facendo valere i diritti contrattuali e spero che la situazione si risolva del tutto in maniera positiva”.
Federici spiega che “il contratto di lavoro parla chiaro: i giorni di vacanza, come Natale e Pasqua, sono periodi nei quali, così come accade per gli insegnati statali, si resta a disposizione per attività didattiche ma che non possono essere considerati come ferie obbligatorie”.
C’è anche una delibera comunale risalente alla fine degli anni ’80 che in sostanza equipara gli insegnanti e le educatrici comunali agli statali.
La cosa grave, per Federici, è che questa “novità” non è stata “mai comunicata né alle dirette interessate né ai sindacati”, spiega.
“La cosa che dispiace di più – aggiunge – è che il servizio offerto da questo personale è ottimo e l’amministrazione invece di valorizzarlo, assume una posizione da ‘censore’. Vorrei sottolineare che c’è una situazione di organico non ottimale, educatrici e insegnanti cercano in tutti i modi, non senza fatica, di andare a lavorare anche in condizioni difficili pur di non mettere in difficoltà i colleghi”.
C’è anche un’altra questione che Federici porterà all’incontro con i rappresentanti comunali e riguarda l’indennità di turno. “Il servizio di asilo nido è aperto 10 ore al giorno e si articola in due turni. A fine 2011 c’è stato un 2011 accordo sindacale per stabilire l’indennità di turno, che è di circa 110 euro al mese. Questa è stata messa in discussione alla fine dello scorso anno per essere tolta. Annunciamo già che ci batteremo affinché questo non avvenga”.





