L’AQUILA – “Ero all’oscuro di questa iniziativa di Policentrica, che ricordo è solo una delle associazioni che fanno parte dell’Urban center e ritengo scorretto questo modo di procedere, perchè avrebbe dovuto interloquire con il presidente e l’assemblea, prima di rivolgersi all’esterno con una conferenza stampa”.
Ad affermarlo è Maurizio Sbaffo, presidente dell’Urban center, organismo nato ad ottobre 2015 e presentato come luogo aperto e partecipato per dar voce alla società civile nelle scelte sul processo di ricostruzione post-sisma.
lo Urban center si è trasformato già sul nascere in un campo di battaglia, a causa della spaccatura tra la “maggioranza” di associazioni culturali e sociali che il 12 ottobre hanno eletto Sbaffo presidente e la “minoranza” che aveva sostenuto la candidata Antonella Marrocchi di Policentrica, l’associazione che per oggi ha convocato una conferenza stampa nella sede di Palazzo Fibbioni del Comune dell’Aquila per illustrare “le proprie considerazioni sulle cause del ritardo con il quale procede l’operatività dell’Urban Center dell’Aquila”.
Il conflitto che covava sotto la cenere è esploso il 2 dicembre con la clamorosa fumata nera nella prima riunione convocata per l’elezione dei sette componenti del Comitato scientifico, oltre ai due di diritto, lo stesso Sbaffo, e un rappresentante del Comune dell’Aquila.
A determinare l’imbarazzante nulla di fatto è stato il passo indietro dei componenti designati dalla minoranza, ovvero la stessa Marrocchi di Policentrica, Marino Bruno dell’Ordine degli architetti, Donato Di Ludovico rappresentante dell’Istituto nazionale di urbanistica.
Un aventino che è suonato forte e chiaro come una messa in discussione della presidenza Sbaffo.
A ritirare la sua candidatura anche Paolo Tella del Consorzio L’Aquila 2009 e Poloedilizia, che aveva appoggiato Sbaffo nell’assemblea elettiva.
Gli altri candidati designati erano invece Rita Bufalini, Associazione Athena Consulting, Margherita Paglino, Associazione Socioplan e Giulia Tomassi, Associazione Quinta Giusta.
Per un mese e mezzo e fino ad oggi l’Urban Center è rimasto congelato, senza gli organi associativi costituiti.
Le associazioni che lo compongono, oltre una sessantina, hanno intrattenuto numerosi incontri per cercare il bandolo della matassa.
Il presidente Sbaffo è in rimasto in rigoroso silenzio stampa, rotto solo dalla scarna dichiarazione interlocutoria resa a questa testata, in attesa di replicare a quanto diranno i rivali di Policentrica in conferenza stampa.





