L’AQUILA – Una scuola sopra il parcheggio di Porta Leoni? “un’assurdità, basterebbe parlare con un tecnico”. L’abbattimento dell’ex artistico?, “un intervento da leggere nel più ampio quadro di riqualificazione urbana di una area dimenticata, e nulla impedisce di realizzare in seguito un centro polivalente”. Il mancato ritorno delle scuole in centro? “falso, ce ne saranno eccome, ma la nostra scelta è stata quella di garantire la sicurezza e la funzionalità, che in molti casi le sedi pre-sisma 2009 non potevano avere”.

Nell’intervista ad Abruzzoweb il capogruppo di Fdi in consiglio comunale dell’Aquila Leonardo Scimia, 30enne ingegnere ribatte alle bordate delle opposizioni di centrosinistra e dei comitati sul tema post sismico sempre scottante della ricostruzione delle scuole, ancora in itinere a 17 anni dal terremoto, della mancata ricollocazione di parte significativa di esse nel centro storico. Da ultimo tiene banco l’abbattimento dell’ex istituto d’arte in via Filomusi Guelfi, dove sorgerà un parcheggio. E sempre a proposito di scuole è partita la raccolta firme dell’associazione Civico 99 per la realizzazione di una scuola media in centro, nell’area comunale di Porta Leoni, dove ora c’è un parcheggio.

Leonardo Scimia, allora, per quanto riguarda la ricostruzione e riqualificazione di edifici scolastici come siamo messi, a17 anni dal terremoto?

Serve un’analisi lucida, basata sui fatti, e allora in base ad essa la ricostruzione scolastica all’Aquila è in uno  stato altamente avanzato, perché ad oggi abbiamo la maggior parte delle scuole che devono essere ricostruite che sono già cantiere e contiamo di avere una risposta enorme nei prossimi mesi, con quasi tutti i cantieri avviati e la maggior parte conclusi.

Scuole davvero sicure?

Ovviamente sì: siamo la città italiana che avrà il maggior numero di scuole nuove con indici vulnerabilità adeguati alla normativa come nessuna altra città. Quindi penso che possiamo veramente sentirci orgogliosi di questo percorso che stiamo facendo, che parte da lontano,. Nel 2017, prima dell’avvento del centrodestra al governo della città c’era poco o nulla, e quel poco era veramente molto confuso. Invece oggi c’è un piano che è noto, è chiaro, ha una sua idea, ha una sua impostazione. I controlli che abbiamo fatto già dal 2017 oggi portano i loro risultati.

Vuole dire che dopo 17 anni dal terremoto si potrà dire addio ai Musp, le strutture provvisorie?

Evidentemente l’obiettivo è proprio quello di andare oltre i Musp, ma mi lasci dire che essi rappresentano comunque strutture importantissime e dignitosissime, a beneficio della città dell’Aquila è ovvio che noi vogliamo che gli studenti tornino nelle scuole diciamo normali, ma basta con il dire che i Musp sono fatiscenti, fatti di cartapesta, tutto ciò è ridicolo e anche poco rispettoso.

Siete accusati con veemenza di aver fatto la scelta, politica e urbanistica, di non aver riportato tutte le scuole in centro storico, cosa risponde? 

Onestamente non è vero: ci saranno eccome delle scuole in centro, e cito ad esempio la Giovanni XXIII, l’asilo Don Bosco di cui sono stati appena affidati i lavori, l’ex ltas. Detto questo  occorre tornare alla storia delle scuole in centro: la gran parte erano in palazzi non sicuri, per cui oggi è difficile riportarle in quelle sedi, bisogna essere seri sotto questo punto di vista: una città che ha vissuto quello che ha vissuto non può continuare nell’ambiguità  del ‘sì stiamo in centro, ma non fa niente se non siamo sicuri’. Noi abbiamo fatto la scelta politica della sicurezza e della funzionalità di tutti gli edifici e di scuole con queste caratteristiche ce ne saranno qui in centro e nelle periferie, e in questo secondo caso rappresenteranno anche una leva per la loro riqualificazione. Basterebbe vedere quello che si è fatto già con la scuola di Gignano, un lavoro enorme di progettisti di fama nazionale e internazionale e lo stesso discorso vale per le scuole Santa Barbara e San Sisto, che hanno la funzione anche di connessione del tessuto cittadino attuale.

E veniamo alle bordate che state ricevendo per l’abbattimento dell’Istituto d’arte, non doveva diventare un centro polifunzionale e un polo culturale invece di far posto ad un parcheggio?

La polemica è stata portata avanti dalla sinistra, in particolar modo dal Pd, che piuttosto che avere un’ idea di città, insegue tutto ciò che nasce da qualche parte che può essere oggetto di strumentalizzazione. Poche idee e molto confuse.

Ok, ma entrando nel merito?

Parliamo di un edificio fortemente compromesso nel quale già prima non era previsto che ci tornasse un istituto scolastico, e ricordo che un preside dell’istituto d’arte aveva detto chiaro e tondo che la volontà era quella di rimanere a Colle Sapone, in un edificio già adeguato alle esigenze.

Ma infatti l’ex artistico doveva diventare come da delibera comunale un polo culturale…

Ad oggi nel primo lotto sorgerà un parcheggio poi si potrà fare anche un centro polifunzionale. Possiamo anche tranquillamente vedere le cose al livello microscopico, del singolo edificio, ma a  livello macroscopico va vista piuttosto la rigenerazione urbana complessiva che interessa anche quell’area della città, dimenticata fino a qualche anno fa.

Torniamo però in centro: cose ne pensa per la proposta scuola a Porta Leoni?

Una proposta che ha del surreale, va bene che si possa proporre tutto, che ci si prepara alla campagna elettorale,  ma qui si esagera, come nel caso della petizione del civico 99, che poi è composto da due persone, Basterebbe parlare con un tecnico e farsi spiegare che sopra un parcheggio non si può fare una scuola. Strano che non hanno proposto una scuola anche in mezzo a piazza Duomo. Poi fa sorridere il fatto che da una parte si fanno battaglie per la mancanza di parcheggi in centro, che noi stiamo risolvendo definitivamente, dall’altra si vuole eliminare un parcheggio esistente e da poco realizzato”.