L’AQUILA – Controlli su oltre 1.000 ditte impegnate nei cantieri pubblici per la ricostruzione nell’area del “cratere” aquilano da parte del “pool” antimafia di cui fanno parte Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza, Forestale e Ispettorato provinciale del Lavoro.
Sono state 22 le interdittive antimafia e 86 le atipiche emesse dalla prefettura da maggio 2010 a oggi.
I dati sono stati resi noti dal prefetto uscente dell’Aquila, Giovanna Iurato, tracciando con i giornalisti un bilancio della sua attività.
La Iurato è stata infatti nominata capo dell’Ispettorato generale di amministrazione del ministero dell’Interno e si trasferirà a Roma.
Il suo successore all’Aquila è Francesco Alecci, prefetto di Messina negli ultimi 5 anni e mezzo, che prenderà servizio nei prossimi giorni.
In particolare, sempre nei cantieri pubblici sono state controllate quattromila persone e 804 mezzi.
Sul fronte privato le ispezioni sono state 91, le persone controllate 1.356, i mezzi 314, per un totale di 300 ditte.
“Non ho letto gli atti del processo alla commissione Grandi rischi. Posso solo dire che quando devono prendere decisioni che riguardano l’incolumità delle persone, le istituzioni hanno bisogno del supporto tecnico, che deve essere in grado di dire la sua con informazioni scientifiche e più vicine possibile alla verità”.
Questo il commento della Iurato, sulla discussa sentenza del processo all’organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio.
Il prefetto ha poi ricordato i momenti di tensione nell’agosto 2010 quando c’era uno sciame in corso nella zona di Montereale (L’Aquila) e qualcuno si attendeva una scossa molto forte poi mai avvenuta.
“Ero incerta se decretare o meno lo stato di emergenza – ha raccontato – oppure se predisporre alcune tende con riscaldamento come poi venne fatto. Feci subito partire i controlli sulla valutazione dello stato delle chiese e delle scuole”, ha concluso.






