L’AQUILA – “Giustino Masciocco strappa il programma del sindaco Pierluigi Biondi e tuona: hanno vinto per caso e ora governano per caso! No caro Giustino, è la città che ha voluto il cambiamento, delusa evidentemente dal vostro modo di governare, quindi non hanno vinto per caso, ma se vogliamo entrare nel discorso esaminiamo anche la vostra vittoria nel 2012″.

Così Corrado Ruggeri, ex assessore della Giunta Tempesta, del movimento L’Aquila città aperta, commenta quanto messo in atto nell’ultimo Consiglio comunale dal consigliere di Articolo 1-Democratici e progressisti Giustino Masciocco, che ha stracciato il programma di mandato del sindaco, giudicandolo “inutile, e come tale lo cestino”, come spiegato ad AbruzzoWeb.

Il movimento, di cui attualmente si ignorano i componenti oltre a Ruggeri, era stato fondato nel 2012 da Giorgio De Matteis, che si candidò per la poltrona di sindaco alle elezioni comunali e fu sconfitto, mentre ora è confluito in Fratelli d’Italia, venendo eletto consigliere.

“Allora avevate vinto solo ed esclusivamente per il massiccio clientelismo – si legge nella nota di Ruggeri – Nessun sindaco, neanche tutti quelli succedutesi dal dopoguerra a oggi messi insieme hanno gestito un clientelismo come quello di Cialente nel dopo terremoto: 6.000 alloggi del progetto C.a.s.e., gli oltre mille Map, le case provvisorie, i puntellamenti, i contributi, la gestione di un bilancio annuale passato da 100 milioni a oltre 1 miliardo e potrei continuare per ore”.

“Avevate vinto e avete governato con larghissimi numeri – continua Ruggeri – non avete mai recepito programmi o progetti proposti dalla minoranza, siete andati avanti in un mare di bugie, tanto che molte volte il vostro sindaco era soprannominato Pinocchio. Oggi la città vi ha bocciato”.

“Ho apprezzato con gran piacere l’apertura che il sindaco Biondi ha fatto per una collaborazione perché ne sono ultra convinto – spiega Ruggeri – A riguardo ricordo l’approvazione del piano del commercio da me proposta ed approvata in solo 3 mesi, all’inizio del 2002”.

“Quella volta – ricorda – chiesi la collaborazione di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale che all’unanimità accettarono. Fu un piano condiviso dall’intera rappresentanza comunale e solo leggermente macchiato da una sveltina presentata all’ultimo momento. La collaborazione si evince bene dal verbale di quella seduta del consiglio in cui il piano fu approvato: era il 5 aprile 2002”.

“Il piano – rimarca Ruggeri – che aveva una durata di 3 anni, è quello tutt’ora vigente, fatta salva una up date del 2012, per il recepimento di una nuova legge regionale”.

“Quindi – conclude – giudicate una proposta sul reale valore e consistenza e non sul colore politico di chi la presenta. Le idee possiamo dividerle in due categorie: quelle buone e quelle non buone, non certamente sul colore politico di chi le presenta. Pierluigi Biondi ad maiora!”.