L’AQUILA – Alcuni giocatori dell’Aquila Rugby non riescono a provvedere ai pasti quotidiani e hanno grosse difficoltà a arrivare alla fine del mese: una situazione diventata ormai insostenibile, a causa degli stipendi fermi al marzo 2013, oltre 9 mesi senza vedere il becco di un quattrino.

All’incognita delle mancate retribuzioni della scorsa stagione e di quella in corso, si aggiungono quindi le problematiche reali e sempre più pratiche del sostentamento fisico degli atleti, che si allenano per oltre 18 ore settimanali e che, vista l’indifferenza dimostrata dai soci, potrebbero anche decidere di abbandonare la squadra.

Una fase drammatica per i neroverdi che segna una delle pagine più nere della storia della palla ovale cittadina.

Dalla grandezza di un passato glorioso che ha reso L’Aquila famosa nel mondo per il suo rugby, alla tragicità di un presente in cui la professionalità degli atleti stenta a sostenersi a livello pratico di pasti quotidiani, dei quali si starebbe interessando in prima persona lo stesso capitano, Maurizio Zaffiri.

La squadra fa quadrato attorno a Zaffiri, che sta cercando con ogni mezzo di porre rimedio a una situazione gravissima, anche con la protesta di domenica scorsa, quando i giocatori sono scesi in campo con indosso delle magliette con la scritta ‘AAA Soci cercasi’ e ‘CDA cercasi’, accompagnati dallo striscione ‘Basta finte promesse’, entrando in aperta polemica con la società.

Un grido di aiuto della squadra che continua a scendere in campo, nonostante l’indifferenza delle istituzioni e di alcuni dei soci che, proprio giovedì sera, non si sono presentati all’assemblea decisiva, convocata per il pagamento degli stipendi.

Duro il direttore generale neroverde, Luigi Fabiani, che denuncia l’immobilismo e “l’assoluto disinteresse” dimostrato proprio dall’assenza reiterata di alcuni a un incontro fondamentale per il futuro della squadra.

Un’indifferenza che sta paralizzando il lavoro della società “che non riesce ad andare avanti neanche nell’amministrazione quotidiana”, precisa.

Qualche giorno fa il capitano, dalle pagine di questo giornale, ha chiesto chiarezza ai soci sulla reale situazione economica, affermando di essere stufo di “false promesse”.

“I giocatori hanno bisogno di sapere come stanno le cose così da poter decidere del proprio lavoro e del proprio destino professionale – ha detto – Continueremo a giocare come abbiamo sempre fatto e non proseguiremo con la protesta , ma vogliamo conoscere la verità, così da poterci regolare su cosa fare. A oggi il nostro impegno è professionale, ma se la situazione resta questa, è chiaro che lo rimodelleremo in base alle disponibilità economiche”.