L’AQUILA – Sciopero dei mezzi pubblici, ci risiamo. Dall’Aquila si può partire per Roma ma, una volta arrivati, non si può tornare.
È il quadro dell’ennesimo giorno di calvario per quanti, pendolari o turisti, viaggiano sulla linea dell’Arpa che collega L’Aquila a Roma.
Stavolta non c’entrano i guasti, pur numerosi, che hanno coinvolto i bus su questa tratta, di cui spesso AbruzzoWeb ha scritto. La “colpa” è delle modalità di adesione allo sciopero nazionale indetto per oggi, 2 ottobre.
Dal sito Internet dell’Arpa, infatti, un comunicato riporta che “i servizi garantiti sono quelli compresi tra le ore 5,30 e le ore 8,30 e tra le 13,30 e le 16,30”.
Dopo vari tentativi di contatto con il call center andati a vuoto e un’attesa di almeno 10 minuti, la realtà che si manifesta è ben diversa: i soli autobus garantiti in tutta la giornata di oggi sono quelli in partenza dall’Aquila, alle 5.30 e alle 6.15, e, nel pomeriggio, alle 13.30 e alle 14.05.
Evidentemente, però, nemmeno il call center è aggiornato sulle modalità di adesione allo sciopero e dà informazioni sbagliate. Dalla segnalazione di una nostra lettrice, infatti, apprendiamo che la situazione è ancora peggiore: questa mattina nemmeno l’autobus delle 6.15 è partito, mentre, tra le altre, sono state regolari le corse per Pescara, Teramo, Avezzano, Avezzano- via Rocca di Mezzo e Avezzano-Micron.
Pochissime corse, quindi, dirette a Roma e nessuna che faccia il percorso inverso, visto che, come ammette l’operatrice del numero verde, “dovrebbero ripartire in orario di sospensione del servizio”: quindi, non ripartono.
La situazione però si mostra molto fluida e incerta, tanto che, come si legge da una comunicazione giunta via e mail dal Coordinatore di Esercizio per L’Aquila, pare che sia stata attivata una sola corsa Roma-L’Aquila, quella delle 14.45
Non è la prima volta che accade: “le corse garantite”, in giorni di sciopero come questi, sono un miraggio per i tanti utenti di questa linea.
“Ogni volta è la stessa storia – dice Daniela, utente abituale della linea – Questa mattina ho preferito non partire, perché temevo che poi non ci sarebbero stati mezzi al ritorno. Sono inaffidabili”.
“Le fasce garantite deono essere garantite, è chiaro – aggiunge Elisa – ed è compito dell’azienda trovare la maniera di assicurare le corse a persone che pagano le corse. Però è sciocco e pretestuoso scaricare la responsabilità sugli autisti che spesso si trovano a fare più del loro lavoro”.
Poche le soluzioni al disagio: altre linee private, che non scioperano ma che hanno orari e prezzi differenti da quelli del vettore pubblico, l’automobile.
O, appunto, prendersi un giorno di ferie.
LA SEGNALAZIONE DI UNA LETTRICE AD ABRUZZOWEB
Sono una pendolare L’Aquila/Roma.
Volevo segnalare quanto accaduto questa mattina, giorno in cui è previsto lo sciopero generale dei trasporti.
L’Arpa, nonostante quanto precedentemente annunciato circa le fasce garanzia non ha effettuato nessuna corsa L’Aquila/Roma: né quella delle 6,15, né alle 6,45 né alle 7,15.
In questa fascia oraria sono invece partite, tra le altre, le corse dirette a Pescara, Teramo, Avezzano, Avezzano-Via Rocca di Mezzo e Avezzano-Micron.
Sono riuscita a contattare telefonicamente l’Uff. Movimento di L’Aquila intorno alle 7,15 poiché al numero verde, ovviamente, non rispondeva nessuno e mi è stato confermato che nessuna corsa per Roma era prevista, se non quella in partenza alle 11,00.
E’ semplicemente vergognoso che un Capoluogo di Provincia venga penalizzato in questo modo, in barba a tutte le altre Città d’Italia dove le fasce di garanzia vengono istituite appunto per andare incontro a lavoratori e/o studenti.
Sono riuscita a prendere l’autobus x Avezzano, poi il treno x Roma Tiburtina, poi ancora un treno per Roma Termini e infine, dopo una salutare passeggiata di circa mezz’ora nello smog di Roma, sono arrivata al mio posto di lavoro alle 11,40 (ore 6,00 uscita da casa a L’Aquila).
Ora bisogna pensare al rientro: non è difficile pensare che sicuramente anche la fascia del pomeriggio non verrà garantita e
quindi…l’alternativa è soggiornare a Roma, con ulteriore aggravio di spese…. !!!
GRAZIE ARPA…!!!Soprattutto da chi come la sottoscritta (e siamo in tanti), ogni giorno deve recarsi nella Capitale x motivi di lavoro e/o studio, pagando un abbonamento di euro 36,50 a settimana, che in un anno lavorativo diventano circa euro 1.700,00.






