L’AQUILA – Minorenni che davanti a tutti fumano non solo tabacco e bevono come spugne fin dalle prime ore del pomeriggio, persone di ogni età che gettano ovunque bottiglie di vetro e altra immondizia, gente che nel cuore della notte urla e orina persino di fronte ai portoni delle case e che occupa, per bere e per fare sesso, i parchi giochi per bambini, prostitute che fanno il loro mestiere in strada anche di mattina, vicino i centri commerciali, furti nelle case e nei negozi.
Pure questa è L’Aquila a dieci anni dal terremoto, una città ancora faticosamente alla ricerca di un equilibrio via via che la ricostruzione va avanti pur tra mille errori che ieri ha vissuto le ennesime, vergognose scene nel cuore del centro storico.
Scene culminate con una rissa in notturna – in un altro sabato pieno di gente come del resto il venerdì dedicato a far divertire soprattutto le famiglie – probabilmente tra gruppi di stranieri, che ha lasciato almeno un ferito e macchie di sangue per terra nella zona dei portici di San Bernardino.
Un caso che sarà chiarito dalle forze dell’ordine intervenute sul posto e dall’Autorità giudiziaria.
Inevitabilmente, molti cittadini si sono letteralmente gettati sui social per commentare, tra rabbia e amarezza, ciò che è visibile agli occhi di chi vuole vedere: L’Aquila, quella città che ha subìto lo strazio di un terremoto, sta sì cercando di rinascere, ma non può farlo sul serio (senza considerare in questa sede la disoccupazione sempre più alta e i rischi di infiltrazione mafiosa nella ricostruzione post-sisma), se si lasciano ‘’al pascolo’’ i violenti e gli incivili, quelli che la sfregiano, che la insozzano, che le sputano addosso con l’insolenza e la sicumera di chi è consapevole che, a meno di clamorosi episodi come quello della notte appena passata, non si rischieranno punizioni esemplari.
Sul social c’è dunque chi parla di “scene allucinanti in centro, ragazzini di dodici, tredici anni ubriachi alla Villa Comunale con relativa ambulanza. Dopo quindici minuti rissa a San Bernardino. Ci vogliono controlli, lo capite o no?”.
“Un ubriaco ha lanciato un bicchiere di vetro per aria. Ci è mancato poco… Basta!”, tuona un’altra persona.
“Non si può lasciare a sé stessa una città che brulica di gente, di ragazzi – è uno dei commenti più amari – Questa sera è stata una scena da incubo, sangue dappertutto e una gran paura per i figli che stavano in giro. Fate circolare pattuglie e militari in borghese, questa non è più la nostra città dove noi trascorrevamo le belle serate. Questa è una città che si sta degradando sempre di più e non dobbiamo permetterlo”.
Poi, l’appello al sindaco del capoluogo abruzzese, Pierluigi Biondi: “Caro sindaco, ci aiuti a ridare dignità alla nostra L’Aquila, faccia intervenire le forze dell’ordine sempre. Occorre anche una stretta sorveglianza”.
A questo giornale, poi, c’è chi racconta di aver sentito, sempre ieri, dei minorenni accordarsi “per le sigarette” con un venditore di colore di calzini, con un chiarissimo “ci vediamo dopo” riferito alle ore serali.
La rissa di ieri arriva dopo giorni in cui sui media locali si è di nuovo parlato molto dei problemi legati alla movida e in generale allo stato di abbandono in cui versano intere zone della città, nonostante le tante iniziative di successo per riportare la gente in centro storico.
Giovedì scorso due locali, proprio in centro storico, sono stati multati a seguito di alcune ispezioni effettuate nell’ambito di un servizio interforze di controllo straordinario del territorio, che ha visto l’impiego coordinato di personale appartenente a polizia, carabinieri, polizia municipale, guardia di finanza e ispettorato del lavoro. Roberto Santilli






