L’AQUILA – L’associazione temporanea di imprese rappresentata dalle aquilane aquilane Todima srl e Taddei srl ha vinto l’appalto per l’abbattimento e ricostruzione del ponte Belvedere dell’Aquila, chiuso in seguito ai danni causati dal terremoto del 2009 che ha colpito duramente il capoluogo regionale.
La gara bandita dal Comune dell’Aquila è stata assegnata nel pomeriggio.
Il finanziamento è di circa 4 milioni di euro. L’importante intervento deve essere concluso entro il maggio del prossimo anno. Secondo quanto si è appreso, il ponte verrà smontato nel corso di lavori notturni per arrecare meno disagi possibili a residenti e cittadini essendo la infrastruttura nelle immediate vicinanze del centro storico.
Todima è dei fratelli Tonino e Marino Serpetti, questo ultimo candidato alla presidenza di Ance e Taddei srl della famiglia Taddei, in particolare di Danilo uno dei tre figli del patron del gruppo, Carlo.
Il ponte Belvedere ricongiungerà dopo 12 anni dal sisma i due anelli della città, riunendo viale Duca degli Abruzzi con Via Persichetti.
Interamente finanziato con le delibere Cipe 43 del 2012 e 135 del 2012, il nuovo ponte sarà realizzato secondo l’ipotesi progettuale proposta dalla Breng bridge engineering, con la modalità “ponte strallato”.
Si legge nella relazione allegata al progetto definitivo: “quella del ponte strallato oltre a essere quella economicamente meno onerosa, garantisce la costruzione del nuovo ponte senza necessità di intervenire sugli edifici sottostanti, senza generare nuovi ostacoli ai sottoservizi cittadini e riducendo notevolmente l’interruzione di via Fontesecco e gli ingombri sulla stessa strada e sugli spazi attigui. Inoltre, la semplicità dello schema strutturale sarà un segno distintivo della città come porta di ingresso al centro storico. Il ponte in progetto risulta composto da una campata unica, 80 metri di luce”.
“L’impalcato, in struttura mista acciaio/calcestruzzo, di larghezza totale di 16,20 metri, è costituito da 2 cassoni su cui viene realizzata una soletta collaborante di 20 centimetri di spessore. Il nuovo ponte è previsto senza pile o sostegno alcuno su via Fontesecco e spazi attigui fatta eccezione per le due fondazioni rispettivamente all’inizio di viale Giovanni XXIII e via Persichetti”.
E ancora “l’antenna di ancoraggio degli stralli è, probabilmente, la soluzione che sia sotto il profilo ingegneristico e architettonico, quanto sotto il profilo storico e paesaggistico, meglio risponde all’esigenza di inserire un segnale costruttivo importante, all’interno di un contesto in grande trasformazione”.






