L’AQUILA – A sette anni dal terremoto che ha distrutto il patrimonio immobiliare delle case dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica (Ater) dell’Aquila sono stati ricostruiti e riconsegnati la metà degli alloggi.
Sono infatti ricostruiti 1320 alloggi su 2630 totali, ma mancano all’appello ancora 85 milioni di euro per il completamento di tutti i complessi.
A fornire i dati è l’amministratore unico Ater Francesca Aloisi.
“Abbiamo ricostruito le case classificate B e C. Tra le E, invece, sono partiti i lavori delle palazzine di Gignano e del complesso Il Moro che saranno pronte ad agosto”, precisa.
Dal 2011 al 2013 sono stati erogati per la ricostruzione degli alloggi circa 52 milioni di euro, ma resta aperto il problema del flusso di finanziamenti per il recupero di tutte le case E mancanti.
Fino al 2015 c’è stato poi uno stop nell’erogazione dei fondi che si è concluso solamente a febbraio dell’anno scorso con la delibera Cipe 23 che ha stanziato 27 milioni di euro suddivisi tra Ater e provveditorato alle Opere pubbliche di Lazio Abruzzo e Sardegna che si occupa degli edifici da demolire e ricostruire.
Tuttavia della somma totale stanziata dalla delibera Cipe, sono stati trasferiti solo 5 milioni di euro, dei quali 3,8 all’Ater e 1,2 al Provveditorato.
“Questa delibera è importantissima perché ci ha dato la competenza di cassa ma è stata registrata dopo sei mesi e l’erogazione dei fondi c’è stata il 21 dicembre dell’anno scorso – aggiunge – A ritardare la messa a regime dei cantieri di ricostruzione, nonostante i progetti esecutivi siano pronti da anni, anche la circolare dell’Autorità nazionale anticorruzione che ha stabilito come condizione per indire gare d’appalto, che siano già disponibili soldi in cassa con la conseguenza che non avendo soldi disponibili si è rallentato tutto, nonostante la delibera abbia stanziato i fondi”.
Lo scorso 15 marzo, tuttavia, si è arrivati a una soluzione nel tavolo tra Ater, provveditorato, Ufficio speciale per la ricostruzione, Comune, Regione Abruzzo e Dipartimento per lo Sviluppo delle Economie Territoriali.
“Abbiamo prospettato il problema a Marchesi che si è detto disponibile a visionare un nostro cronoprogramma per erogare i fondi mano a mano che si indicono le gare”.
Sui fondi mancanti la Aloisi sottolinea: “Abbiamo inoltrato numerose richieste per lo stanziamento di questi fondi e l’Usra ci sostiene ogni giorno in questo dialogo con Roma – precisa – Non vogliamo tutto e subito, ma una cronologia che stabilisca tempi e modi che ci consentirebbe di poter programmare”.






