L’AQUILA – “A un’analisi puramente statistica la situazione della criminalità nel 2012 è migliorata e tornata al livello di criminalità del 2011. Ma crogiolarci non va bene, la gente percepisce ancora insicurezza perciò continueremo a lavorare in tal senso”.
È un approccio realistico, basato sul senso comune più che sui numeri, quello del questore dell’Aquila, Vittorio Rizzi, nel fare il punto di fine anno. Un bilancio che, nel suo caso, è quello dei primi 5 mesi di mandato, è entrato in carica ai primi di agosto, lasso di tempo in cui ha ribaltato la questura.
Qualche numero, comunque, Rizzi lo ha dato, ma solo in avvio: il reato più temuto oggi in città vista anche la condizione post-sisma del 6 aprile 2009 è quello dei furti, “Nel 2012 erano stati 626, quest’anno 571. Quelli in appartamento l’anno scorso erano 218, quest’anno 193”.
Nonostante questi dati il questore ha ammesso (a differenza di quel che faceva il suo predecessore) che la percezione di sicurezza c’è e va invertita. “Come? Con la prossimità e gli interventi strutturali come le volanti in più, devo dire negli ultimi tempi si vedono più autopattuglie in giro”, ha sottolineato.
Uno degli obiettivi per il prossimo anno sarà “restituire la questura alla città: metà dell’edificio va finita, entro il 30 giugno 2014 ci riconsegneranno i lavori e nei prossimi mesi metteremo un orologio con il countdown. La mancanza ha avuto il suo peso – ha ammesso Rizzi – con disagi per l’utenza, con pratiche da Avezzano all’Aquila e viceversa, sopratttuttto quelle legate all’immigrazione”.
Il questore ha poi illustrato le “misure di prevenzione, che sono uno strumento del questore per dare risposte sull’indice di pericolosità. Negli ultimi 3 mesi abbiamo avuto un numero di espulsioni pari a tutto il resto del 2013”.
Quanto alla repressione dei reati, “molto forti sono i rapporti tra questore e procuratore per realizzare obiettivi di sicurezza condivisi. Un rapinatore fino a un attimo prima di commettere il reato è sotto l’egida del questore – ha ricordato – ma subito dopo passa di competenza della procura, un sistema che c’è solo in Italia”.
Rizzi ha poi affrontato il tema degli stupefacenti. “L’Aquila non è un centro di raffinazione e stoccaggio di cocaina ed eroina – ha ricordato – Un’indagine sul narcotraffico che, risalendo la filiera, porti fino in Colombia, sarà bellissima ma avrà pochi effetti sulla sicurezza locale: la tendenza è costruire sempre più indagini orizzontali, il mio interesse è distruggere le catene di distribuzione affinché gli spacciatori non abbiano vita facile qui”.
Elencati poi una serie di “progetti a tema” tra i quali il fiore all’occhiello è rappresentato dal “camper antiviolenza che tra settembre e novembre ha fatto emergere molto sommerso grazie anche a un volantino tradotto in 5 lingue. Con la primavera il camper si rimetterà in moto”, la promessa.
Altri obiettivi per il 2014 nell’ambito della violenza di genere, “la firma di un protocollo di intesa, un percorso di accoglienza e creare un locale per audizioni protette, oltre ulteriore formazione del personale e l’ingresso nelle scuole: oggi non siamo ancora in grado di accogliere una donna o un minore con le infrastrutture adeguate”.
Anche nell’ambito della comunicazione e dell’apertura alla città ci sarà uno sforzo con il cineforum organizzato in collaborazione con l’Istituto cinematografico “La lanterna magica”: “Proietteremo Young Europe, unico film prodotto da una polizia di Stato, il prossimo 25 gennaio e speriamo di organizzare un grande evento. Il 6 aprile 2014, infine, contiamo di organizzare il concerto della Banda della Polizia, e ci sarà una sorpresa di integrazione con la città”, ha aggiunto il questore non svelando il mistero.





