L’AQUILA – Una sentenza civile del tribunale, l’ennesima generata da fatti connessi al sisma del 20o9, inguaia la Parrocchia di San Giuseppe artigiano dell’Aquila, obbligata a pagare alla società Servizi integrati la somma di quasi 76mila euro decurtati di 47 mila euro. Ma sono a carico della parrocchia anche i pesanti interessi legali e Iva.

Questo luogo di culto, in centro storico, è stato danneggiato dal sisma e riaperto al pubblico nel 2012 mentre è stato elevato al rango di basilica minore, la terza in città dopo San Bernardino e Collemaggio. Parroco attuale è don Federico Palmerini, e all’epoca della vicenda era parroco don Luigi Maria Epicoco, dal 2008 al 2020, e quando Epicopo è diventato assistente ecclesiastico del Dicastero per la comunicazione, c’è stata la reggenza, non si sa se con incarico diretto, da parte di don Daniele Pinton, noto e stimato parroco della chiesa di Santa Maria del Suffragio.

Una tegola anche per l’arcivescovo e cardinale Giuseppe Petrocchi, già impegnato in un difficoltoso risanamento della Curia in seno alla quale, al suo arrivo, ha trovato una non facile situazione debitoria, e per il vescovo ausiliario, Antonio D’Angelo.

Questi i fatti. Nel 2008 la Parrocchia affidò a Servizi integrati, dell’architetto Serena Pacione, un progetto preliminare per un restauro, Ma nel 2009 l’intervento non si potette fare a causa del sisma.

Quindi  ci fu un piano di recupero  e, all’uopo,  fu chiesto alla stessa società di predisporre un ulteriore studio di fattibilità.

Servizi integrati chiese 250mila euro ritenuti troppi dalla Parrocchia. Alla fine Servizi integrati, non ritenendosi soddisfatta, ha avanzato tramite tribunale una ingiunzione di pagamento di  quasi 110mila euro. La società ha sostenuto di aver redatto due diversi progetti, uno per il consolidamento statico e uno, dopo il sisma, relativo al recupero delle superfici e delle decorazioni. Per cui si riteneva creditrice di 72mila euro oltre a 37mila euro peraltro già versati.

La Parrocchia, invece,  ha sostenuto che la società incaricata abbia redatto un solo progetto preliminare; ma il giudice, per vederci chiaro, ha disposto una consulenza e l’esperto ha osservato che i progetti redatti sono due seppur relativi allo stesso immobile ma per interventi diversi,

Per cui, in parziale accoglimento della opposizione al decreti ingiuntivo,  la sentenza “condanna la parrocchia  al pagamento a favore di Servizi integrati di 75.973, 29 euro a far data dalla domanda e fino al saldo effettivo con decurtazione della somma di 47.551,44 euro già pagata”.

La sentenza è immediatamente esecutiva ma si può fare comunque ricorso. La società è stata assistita dagli avvocati Fabrizio Di Marco e Pio Ludovici.