L’AQUILA – Diventa uno solo il “processo alle carriole” che invasero la zona rossa del centro storico terremotato dell’Aquila.
Il giudice del tribunale dell’Aquila Angelo Caporale ha infatti accolto l’istanza di accorpamento di due separati filoni sugli stessi fatti e il procedimento riunificato riprenderà il prossimo 27 settembre, affidato al giudice Giuseppe Grieco.
Saranno 7 pertanto gli imputati complessivamente, citati direttamente in giudizio senza passare per l’udienza preliminare, vista la tipologia di reato.
I primi 5, dell’altro filone, Alessandro Tettamanti, Marco Sebastiani, Anna Pacifica Colasacco, Antonio Di Giandomenico ed Ezio Bianchi, accusati di aver violato l’ordinanza sindacale di divieto di accesso nel centro storico in vigore all’epoca dei fatti, oltre che la violazione del regio decreto del 1931 che prevede l’arresto fino a 6 mesi e una sanzione da 103 a 413 euro per “aver promosso una riunione senza averne dato preavviso al questore”.
A questi si aggiungono i 2 di questo filone, Mattia Lolli e Mauro Zaffiri, oltre che lo stesso Di Giandomenico, ex consigliere comunale, che ha a carico due diversi fatti. A questi 3 viene contestata la sola manifestazione non autorizzata.
“Siamo contenti che i casi vengano trattati dallo stesso giudice – ha affermato l’avvocato Gregorio Equizi, che difende alcuni degli imputati – Siamo convinti che sarà accertato che fossero lì per esercitare i propri diritti costituzionali, per rimuovere le macerie, e non per commettere reati o violare la legge”. Alberto Orsini





