L’AQUILA – Neanche qualche mese dalla riconsegna dei primi palazzi del centro storico dell’Aquila e già si pone il problema di come conciliare le esigenze dei commercianti e quelle dei residenti.

Gli abitanti di via Garibaldi hanno infatti inviato una diffida al Comune per chiedere regole certe e scongiurare la concentrazione di locali serali in una determinata zona.

Una posizione rivelatasi anacronistica, come ha spiegato al Messaggero il dirigente comunale Lucio Nardis, che ha fatto notare come dopo la liberalizzazione del commercio non è più possibile contingentare le aperture.

Per i gestori, però, il vero problema è rappresentato dal botellon, il fenomeno importato dalla Spagna che consiste nel consumare in strada cibi e bevande portati da casa.

“Occorre un’ordinanza che regolamenti questa abitudine”, spiega ad AbruzzoWeb Daniele Stratta, titolare di un’enoteca di piazza Chiarino.

“Tra residenti e gestori corre buon sangue e sussistono ottimi rapporti di reciproco rispetto, tra l’altro in alcuni casi gli abitanti sono proprietari dei locali affittati agli esercenti”, dicono i commercianti.

“Non di rado accade di vedere, soprattutto nelle giornate del giovedì e del sabato, gruppi di 8-10 persone sedute per terra con accanto scorte di 20-30 litri di vino oltre ad intere casse contenenti ingenti quantità di birra che fanno pensare più ad una vendita che ad un autoconsumo”, aggiungono.

“Per porre rimedio in maniera efficace al fenomeno dei disagi lamentati da una parte dei residenti, di portata molto più ampia della semplice richiesta di razionalizzazione delle licenze e dell’attuazione del piano acustico – spiegano – sarebbero necessarie da un lato azioni di sensibilizzazione tramite le istituzioni di formazione secondaria e universitaria e dall’altro il coinvolgimento trasversale che attraversi le associazioni giovanili e la società civile”.

I commercianti, insomma, non ci stanno a diventare i “capri espiatori di avvenimenti e comportamenti del tutto estranei alla gestione dell’attività”, e chiedono una maggiore sinergia tra tutti i soggetti interessati.

Si susseguono, su questo fronte, incontri con la Confcommercio e le associazioni giovanili, nel tentativo di delineare strategie che portino i rispettivi interessi a sane e comuni logiche di convivenza.

I gestori ricordano infine il riuscito esperimento del 14 maggio scorso, quando grazie ad un accordo con l’Unione degli universitari, il principale sindacato studentesco, volto a limitare il fenomeno del bottellon e del conseguente abbandono dei rifiuti, promuovendo anche menù a prezzi speciali per l’occasione, la serata è trascorsa senza lamentele da parte di nessuno.

Ancora in atto, invece, il braccio di ferro con il Comune per il posizionamento dei tavolini all’aperto in vista della stagione estiva, la cui autorizzazione viene a tutt’oggi preclusa a molti locali.

Gli uffici comunali hanno proposto la dislocazione nella sola piazza Chiarino, anche per gli esercizi che si trovano su via Garibaldi. Una soluzione che non trova d’accordo gli esercenti, visto che la strada è ormai da mesi Zona a traffico limitato e la sera i cantieri sono chiusi.

La dislocazione in piazza Chiarino “causerebbe notevoli disagi nella gestione delle ordinazioni e della conseguente loro evasione, renderebbe difficile il trasporto di cibi e bevande e il controllo dell’area in concessione”, concludono. (m.sig.)