L’AQUILA – La scuola pubblica sposa la sperimentazione e l’innovazione introducendo l’indirizzo internazionale nel proprio corso di studi, che vedrà 15 ore settimanali di insegnamento in lingua straniera già dalla scuola dell’infanzia. Dal prossimo settembre all’Aquila parte infatti il progetto di scuola bilingue, in una collaborazione tra l’organizzazione Cambridge International, il Comune dell’Aquila, che si farà carico dei costi di start-up pari a circa 100 mila euro presi da fondi ministeriali,  l’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo e i circoli didattici “Dante Alighieri”, “Gianni Rodari” e il Liceo Scientifico “Andrea Bafile”.

“La scelta degli istituti è stata formulata in base ad alcuni parametri: le scuole devono ricadere all’interno del territorio comunale e gli edifici scolastici devono essere di tipo permanente, quindi non moduli Musp provvisori, oltre ad aver già avuto esperienze di sperimentazione a livello di programmazione didattica”, anticipa ad Abruzzoweb Viriol D’Ambrosio, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo, spiegando che “si tratta di una sperimentazione che partirà solo all’Aquila ma non si esclude possa estendersi anche in altre scuole di altre città della nostra regione”.

“A partire dalla scuola dell’infanzia fino a completare la scuola secondaria di II° grado, quindi il diploma di maturità, l’intero ciclo di studi vedrà la presenza di insegnanti madrelingua inglese per almeno 15 ore settimanali che diventeranno 17 nella scuola primaria e poi a salire nelle scuole secondarie di I° e II° grado, il che consentirà lo svolgimento delle lezioni di una parte delle materie completamente in lingua straniera”, prosegue D’Ambrosio illustrando i dettagli del progetto.

Un percorso di apprendimento tale da permettere agli studenti di raggiungere il cosiddetto livello di conoscenza C1, cioè essere in grado di discorrere e scrivere in modo naturale e fluente in lingua straniera, in tutti gli ambiti, dal lavoro alla vita sociale agli studi.

Spiega sempre D’Ambrosio che “già dalle classi quarta e quinta della primaria, verrà introdotta la seconda lingua straniera da portare poi fino alla maturità, una lingua a scelta tra spagnolo, tedesco e francese. La sperimentazione che interesserà queste scuole a indirizzo cosiddetto internazionale contempla anche un’offerta formativa più ampia nel settore dell’innovazione tecnologica – continua – con l’incremento di materie dell’area scientifica fin dalle prime classi. Quindi programmazione (pensiero computazionale) robotica, informatica”.

“Spazio inoltre a scambi culturali con l’estero e alla possibilità di future collaborazioni con importanti realtà del territorio, come il Gran Sasso Science Institute o i Laboratori nazionali di fisica”, conclude. 

Il primo effetto di questo progetto sperimentale potrebbe essere la creazione di nuovi posti di lavoro, con la necessità di ampliare gli organici del corpo insegnante integrandoli con gli esperti madrelingua.