L’AQUILA – Passa al contrattacco il presidente del Centro turistico del Gran Sasso, Alessandro Comola, dopo quelle che senza mezzi definisce “reiterate aggressioni a mezzo stampa” nei suoi confronti.
Lo fa con una lettera inviata ai dipendenti del Ctgs, azienda di proprietà pubblica, e per conoscenza al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e al sindaco di Genova, Andrea Doria.
Una nota in cui intende replicare “non avndo avuto la possibilità di far valere, com’è invece stato possibile per chi mi ha criticato, il ‘diritto di tribuna’, mio e della vostra azienda, il centro turistico de Gran Sasso che mi onoro di rappresentare”.
Nei giorni scorsi sul Ctgs era scoppiata una violenta polemica, sollevata da Appello per L’Aquila e dal consigliere comunale Ettore Di Cesare, che avevano riferito dell’audizione in V commissione “Garanzia e controllo dello stesso Comola e del presidente dei revisori dei conti Ettore Perrotti; un’audizione al termine della quale lo stesso Di Cesare aveva adombrato sospetti di gestione poco chiara dell’azienda ex municipalizzata.
“La trasparenza e le garanzie valgono per tutti – scrive Comola – Il Ctgs non è privo di diritti e la V commissione opera nell’ambito del sistema giuridico dello Stato Italiano. Opinare differentemente significa optare per l’arbitrio, retaggio del regime fascista, che la nostra Carta costituzionale ha ripudiato”.
Nella sua arringa difensiva, Comola è di professione avvocato, il presidente del Ctgs non esita a denunciare di essere rimasto vittima di episodi di “razzismo all’indirizzo mio e dei miei collaboratori”. A toccare nell’orgoglio le affermazioni rese da un consigliere comunale ad un quotidiano on line (AquilaTv); dichiarazioni a seguito delle quali Comola si è sentito “umiliato come cittadino di questo Paese”.
“Per ben due volte questo rappresentante del Popolo Italiano ed aquilano lamentava il proprio disappunto per la presenza nella nostra azienda ‘di genovesi'”. Comola, infatti, è nato nel capoluogo ligure e lo ribadisce con orgoglio, scusandosi con i suoi collaboratori.
“Cari amici del Centro turistico, prendete per mano i Consiglieri comunali che ancora non sono saliti e portateli a Campo Imperatore, patrimonio del Paese. Mostrate loro cosa io ho potuto vedere arrivato tra voi, sotto Natale. Fate capire loro cosa stiamo cercando di fare nell’interesse di tutti. Si perchè il Gran Sasso è di tutti e, se consentite, anche un po’ dei genovesi”.
Nella nota, comunque, non si fa riferiemnto alle accuse sulle consulenze e le spese dell’azienda, nè del debito enorme con cui l’azienda (non certo per colpa di Comola, ovviamente, che ha ereditato passività ereditate dal passato) è costretta a fare i conti.
Magari qualcosa in più su ciò che si farà per il futuro per il Gran Sasso era lecito aspettarselo. Magari per capire se quest’anno la stagione partirà regolarmente e se la manutenzione della seggiovia Fontari come ha scritto questo giornale, verrà effettuata entro i termini del 20 ottobre. I tanti sciatori e amanti della neve attendono spiegazioni sull’aumento ingiustificato di prezzi e tariffe per gli skipass invernali, la cui prevendita è stata lanciata il 20 luglio con qualche manifesto sparso qua e là per la città e informazioni sul web difficili da trovare come si stessero cercando dati dell’Fbi. Neanche sul sito del Ctgs, gransasso.it, sono riportati i prezzi per la stagione 2012/2013 a Campo Imperatore. Forse è il nuovo gioco dell’estate: cerca e trova il prezzo della tessera stagionale. (g.a.)






