L’AQUILA – “È andato in onda un tipico esempio di distorsione dei fatti con inquadrature selezionate accuratamente e un racconto giornalistico fazioso, funzionale al racconto della città ancora scandalosamente indietro con la ricostruzione”.

Si dice indignato Gianni Frattale, presidente di ANCE L’Aquila, l’associazione dei costruttori edili, per quanto emerso da un servizio andato in onda su LA7 ieri mattina nel corso della trasmissione “L’aria che tira”.

Nel corso della trasmissione il giornalista Lorenzo Rotella ha percorso le vie del centro storico dell’Aquila per una panoramica della città a 14 anni dal terremoto del 6 aprile 2009, sottolineando, tra le altre cose, i ritardi nella ricostruzione di alcuni edifici pubblici.

La ricostruzione dopo il sisma che ha sconvolto il capoluogo regionale e l’intero Abruzzo – causando 309 vittime, oltre 1.500 feriti e 100 mila sfollati – è stata al centro del dibattito degli ospiti in studio ed utilizzata per un confronto con il processo di ricostruzione dell’Emilia Romagna, che fa ancora i conti con gli ingenti danni dell’alluvione dello scorso maggio.

“Speriamo che il territorio romagnolo possa risollevarsi e riscattarsi con più rapidità”, è stato ribadito. Insomma, una ferita ancora aperta.

Ma osserva Frattale: “La questione ci tocca nell’orgoglio non solo come imprenditori che hanno partecipato in larga parte all’opera di ricostruzione con serietà e zelo, ma anche come cittadini aquilani che rifiutano il pregiudizio dell’indolenza meridionale. Quella dell’Aquila – continua – si è imposta nell’antologia delle ricostruzioni come un modello di efficienza esportabile ed è pura menzogna ritrarre in tv una città con un centro ancora puntellato e in macerie. È il caso delle inquadrature insistenti della trasmissione sull’unico palazzo del corso stretto che attende ancora l’apertura del cantiere, soprassedendo su tutti gli altri edifici intorno riportati all’originale bellezza e animati da negozi, locali e residenti”.

“Se le trasmissioni di intrattenimento hanno bisogno di sensazionalismo per colpire il pubblico disattento,  suggeriamo di concentrarsi su quanto fatto davvero nella nostra ricostruzione, con tutti i governi che si sono succeduti, bianchi o neri che fossero. E’ già sufficientemente sensazionale che in 14 anni, seppure lunghi per chi li ha vissuti nella privazione di luoghi, servizi e socialità, la città è oggi in grado per l’80% di accogliere non solo i suoi residenti, ma flussi turistici mai visti prima”.

“E questo – conclude Frattale – è merito di tutti: governi, amministrazioni locali, costruttori, progettisti, commercianti, operatori culturali e cittadini resilienti. Anche le buone notizie dovrebbero fare notizia e con ‘l’aria che tira’ ce n’è bisogno”.

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