L’AQUILA – La sua riscoperta era stata salutata nel 2011 come un bel segnale pur simbolico di rinascita del centro storico dell’Aquila, ma dopo cinque anni Porta Castello giace di nuovo nel degrado.

La foto documenta il deterioramento dello stucco e della vernice sullo “stipite destro” dell’antico portale della cinta muraria, d’altronde quello più sottoposto a sollecitazioni per il passaggio delle auto, visto che il resto della struttura è protetto e sotto la porta non ci si passa più, bloccata com’è da una grande fioriera.

Il restauro fu finanziato dal Lions Club grazie a una somma di 27 mila euro raccolti tra i privati, progettati da un gruppo di architetti coordinati da Alessandra Tacchin mentre la ditta esecutrice non venne mai resa nota.

Reti in fibra di vetro per rinforzare l’arco, interventi di ricucitura delle lesioni e restauro su elementi pittorici i lavori svolti nel particolare, con la ripulitura degli stemmi della Casa d’Austria e di Carlo V che sormontano l’arco.

Ora le nuove scrostature che necessiterebbero di un intervento, così come si renderebbe necessaria la ripulitura del “nero” causato dai gas di scarico delle auto.

In questi giorni frenetici tra una scossa e l’altra la città ha ben altre emergenze, come la chiesa di Santa Croce pericolante, o pezzi non ristrutturati della stessa cinta muraria in pessime condizioni, e inoltre la zona di via Castello è tuttora un cantiere aperto con numerose commesse di ricostruzione privata aperte, ma anche questa porta merita la giusta attenzione perché comunque resta uno dei punti di accesso turistici al centro riaperto.

Tra le curiosità, oltre a una giusta misura di garanzia per la costruzione, tra l’altro, la chiusura ha costituito un simpatico sollievo per tanti studenti universitari, per lo più fuorisede, tra i quali veniva tramandata una sinistra scaramanzia: passando sotto Porta Castello in auto si dovevano mollare per pochi istanti entrambi i pedali della propria vettura, altrimenti non ci si sarebbe mai laureati all’Ateneo aquilano.