L’AQUILA – “Vorrei riaffermare pubblicamente che partecipai alla manifestazione contro il 41 bis esclusivamente perchè da sempre sono contrario all’applicazione di questo regime carcerario”.

Lo scrive Giulio Petrilli in riferimento alla notizia pubblicata ieri in base alla quale  la Corte d’Appello dell’Aquila confermando la condanna in primo grado per diffamazione aggravata del direttore di un’emittente televisiva del capoluogo ai danni dell’ex segretario provinciale di Prc e ed ex presidente dell’Aret.

“Quindi ho preso parte a una manifestazione regolarmente autorizzata e solo ed esclusivamente per questo. Non posso per questo essere considerato pro Lioce o Bagarella o Riina. Io sono per la cultura della vita e non per quella della morte”.

“C’è un documento della Lioce, di cui ne parla in un articolo del  4.11. 2009 il quotidiano nazionale il Riformista nel quale attacca duramente la mia pratica umanitaria e democratica”.

“I giudici di primo e secondo grado che hanno condannato un editore locale per diffamazione verso di me, non fanno che affermare il principio che si può cricare il 41 bis senza per questo essere accomunati a terroristi o mafiosi”.