L’AQUILA – La polizia ha eseguito una ordinanza di misura restrittiva a carico di una intera famiglia di tre persone, Aldo Ruggero Scimia, la moglie Norberta Speranza e la figlia Chiara Scimia, insieme ad un quarto soggetto, Massimiliano Zucchegna, per atti persecutori, danneggiamento e lesioni personali ai danni di una donna.

Le indagini della squadra Mobile, suffragate da numerose denunce della vittima, hanno appurato come le prime vessazioni sono iniziate all’indomani del terremoto del 2009, quando il capofamiglia, 60enne, inidirizza attenzioni sessuali sulla vittima.

Nell’aprile del 2013 l’uomo viene arrestato ai domiciliari con l’accusa di atti persecutori e violenza sessuale, ma non desiste dal suo atteggiamento neanche quando la misura restrittiva viene sostituita con il divieto di avvicinamento alla persona offesa.

Dal quel momento, insieme alla moglie, classe 1964 dell’Aquila, e alla figlia di 20 anni, mette in atto nei confronti della vittima e della sua famiglia atteggiamenti illeciti, che vanno dagli atti persecutori al danneggiamento con liquido altamente corrosivo delle autovetture, dal danneggiamento della loro abitazione a pedinamenti, appostamenti ed in alcuni casi “aggressioni fisiche”.

Alla famiglia della donna è stata anche incendiata la casetta di legno dove erano stati depositati tutti i mobili della casa distrutta dal terremoto.

Le indagini, supportate da varie testimonianze, intercettazioni telefoniche ed ambientali, comparazione e riscontri dei dati acquisiti, hanno appurato che l’uomo, nel compimento delle sue azioni criminose, ha più volte chiesto ed ottenuto l’aiuto di un suo amico, un aquilano 45enne.

La Mobile ha eseguito l’ordinanza ieri pomeriggio in esecuzione di un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, che ha disposto i domiciliari per l’uomo, il divieto di avvicinamento alla vittima ed ai propri congiunti per la moglie e la figlia e l’obbligo di dimora per l’amico.