L’AQUILA – “Che il Pd sia riferimento del mondo dei costruttori, che si ascrivono vari candidati sindaco, fa storcere il muso a chi ha una visione ancora progressista. Non bisogna essere loro referenti, altrimenti facciamo oligarchie tra le caste”.
Anche per questa situazione, svelata da AbruzzoWeb e confermata ora dal consigliere comunale dell’Aquila di Rifondazione Enrico Perilli, si punta a far nascere nel capoluogo la “cosa rossa”, uno schieramento che rimetta insieme tutti i pezzi della sinistra cittadina.
Ieri c’è stato il primo incontro organizzativo, qualche giorno prima Perilli ai microfoni di questo giornale aveva spiegato le coordinate e le ragioni alla base della nascita di una forza “della sinistra che ancora può fregiarsi di questo nome: quella che respinge politiche neoliberali e liberiste, cosa che il Pd non fa, avendole abbracciate totalmente – elenca – che mette al centro la tutela del lavoro per chi ce l’ha, la ridistribuzione delle ricchezze e l’intervento pubblico per creare occupazione, l’ambiente, insomma i temi classici della sinistra storica”.
Gli interlocutori, quelli presenti al tavolo di ieri e anticipati da Perilli, “sono Sinistra italiana, con cui condividiamo da decenni l’esperienza in Consiglio comunale, e altri che ora sono esterni, penso all’associazione Territorio collettivo che vede Luca D’Innocenzo come organizzatore, ma anche ai gruppi che hanno sostenuto posizioni simili alle nostre, penso ad Angelo Mancini, ad Appello per L’Aquila che vogliamo di Vincenzo Vittorini ed Ettore Di Cesare, a Possibile, e a tanti cittadini non organizzati, ma che si riconoscono in questa collocazione politica”.
Dopo il primo vertice la corsa in solitaria al primo turno a sfidare i dem resta un’ipotesi concreta, ma non l’unica.
“La priorità è riuscire a organizzare questa coalizione, poi si faranno le scelte del caso. Se si tratterà di esprimere un candidato sindaco, certamente sì, abbiamo diverse persone e non abbiamo problemi – sottolinea – Se si dovesse aderire a una logica di coalizione più ampia, se ne può parlare senza giudizi a priori. Vediamo il Pd come si comporta”.
E in tal senso, Perilli dà ai democratici quello che definisce “un consiglio non richiesto”: “La situazione si è incartata, forse le primarie interne al Pd sono il modo per uscirne in maniera nobile, oggi c’è impasse che non giova alla coalizione e ogni giorno produce una lacerazione”, rimarca.
Quanto ai nomi più accreditati del “toto”, “Giovanni Lolli e Pierpaolo Pietrucci sono due compagni, siamo stati nello stesso partito, il Pds, per tanti anni, con diverse capacità che apprezzo. Ma se Lolli o Pietrucci avranno un programma che non condividiamo andremo sulla nostra strada – ribadisce – Su Americo Di Benedetto non diamo timbri o pregiudizi, il problema sono i contenuti e i mondi di riferimento”.
Alla coalizione si richiederà maggiore collegialità rispetto all’ultimo decennio contraddistinto quasi totalmente dalla “firma”, nel bene e nel male, del primo cittadino, Massimo Cialente.
“Veniamo da dieci anni di governo con la figura del sindaco al centro in maniera esasperata, ora bisogna voltare pagina – avvisa Perilli – C’era un uomo solo al comando, sembra sia esistito solo lui e quasi mai ha sbagliato, almeno nella sua narrazione. La coalizione futura dovrà far lavorare il maggior numero di persone in base alle loro potenzialità”.
Infine, a livello personale, dopo tre mandati e 15 anni in Consiglio, Perilli, 43 compiuti a dicembre, docente di Psicologia in scuole di specializzazione, per ora preferisce rimanere dietro le quinte.
“Ho diversi mandati sulle spalle, mi piacerebbe contribuire a creare una forza politica con persone che rappresentino le mie idee – conclude – Non è una priorità per me rifare l’esperienza, anche come assessore, la mia priorità è avere un partito da votare”.





