L’AQUILA – Il Partito democratico dell’Aquila si scopre sempre più a pezzi nella guerra generazionale che lo sta minando dall’interno quando manca meno di un anno alle elezioni amministrative del capoluogo di Regione e dai dem ci si attende il logico ruolo di guida della coalizione.

Ogni scusa è buona per litigare, dalle differenze di vedute sui sottoservizi al ruolo dei giovani contrapposto a quello per i cinquantenni, ora si litiga perfino sulla festa dell’unità che comincerà domani, mercoledì 21 settembre, per proseguire fino a sabato 24.

A scontrarsi oggi sono stati il presidente del Consiglio, Carlo Benedetti, rappresentante della generazione di mezzo e delle istanze di quel che resta della sinistra e, oltretutto, uno di quelli che non disdegnerebbe partecipare alle primarie per la candidatura a sindaco, e il segretario comunale Stefano Albano, fautore della spinta rinnovatrice.

“Anche quest’ anno il mio contributo al Festival dell’Unità dell’Aquila è stato ritenuto sgradito dalla Dirigenza del Pd e dal suo giovane segretario – ha scritto Benedetti su Facebook di mattina presto, accendendo la miccia – Forse perché sto al Pd come un cavolo a merenda! O forse perché è solo un Festival dell’ Amicizia per contenuti e presenze! Questa è la verità!”.

Parole di fuoco che hanno fatto il giro dei social e sono risuonate come una bomba negli ambienti politici aquilani.

Albano ha risposto qualche ora dopo, con pacatezza ma senza risparmiarsi stilettate al vetriolo.

“Ogni anno quando si fa la Festa dell’Unità si presentano due categorie di persone, chi lavora strenuamente nell’organizzazione dell’evento e chi invece si preoccupa unicamente di prenotarsi un posto al sole nella lista dei relatori – ha attaccato – Curioso, poi, come il giudizio che si dà della festa si modifichi a seconda che si trovi scritto oppure no il proprio nome in locandina”.

“Noi tuttavia interpretiamo le parole polemiche del presidente del Consiglio comunale come un riconoscimento al valore di questa festa – ha aggiunto il segretario – Sì perché quest’anno non abbiamo voluto organizzare una festa canonica. Abbiamo voluto dedicare le quattro giornate a partire da domani ai temi della prevenzione sismica e della ricostruzione. Con forza abbiamo voluto che il Pd ne facesse la festa nazionale su queste tematiche”.

Ricorda di aver “assistito in questi giorni in alcuni salotti televisivi a un affresco della nostra città a dir poco ingeneroso. Un giornalista di Libero – prosegue – qualche giorno fa in un noto talk show ha dichiarato ‘Berlusconi e Bertolaso avevano bene impostato la ricostruzione all’Aquila, poi sono stati gli aquilani a non essere in grado di proseguire’”.

“Noi al contrario pensiamo che la nostra città abbia tanto da offrire nel più ampio dibattito su come va perseguito un serio progetto di messa in sicurezza del territorio e di come ci si approccia alla sfida della ricostruzione di un territorio colpito – ha rivendicato Albano – Organizzare in questo modo la Festa dell’Unità aquilana di quest’anno per noi significava prima di tutto dare un contributo a questo dibattito e far sì che L’Aquila potesse diventarne laboratorio nazionale. Questo secondo noi è più importante di una qualsiasi scaletta di relatori”.

“Detto questo la Festa è uno spazio di tutti, aperto a tutti, tantissimi ragazzi pieni di entusiasmo sono mobilitati a organizzare gli ultimi dettagli in queste ore. Posso solo concludere dicendo Buona Festa a tutti – ha concluso – Il presidente del Consiglio comunale, forse un po’ disattento, non ha notato che il suo intervento era previsto per il dibattito del 24 settembre, nonostante fosse stato avvisato telefonicamente”. (alb.or.)