L’AQUILA – Un passo in avanti per una delle grandi incompiute del post terremoto aquilano, la realizzazione del parco urbano di Piazza d’Armi, destinato a diventare il polmone verde dell’area ovest, con tanto di auditorium, e percorsi sportivi.

Il Comune dell’Aquila ha infatti rescisso il contratto di appalto con la Rialto di Caserta, dal valore di 10,2 milioni di euro, sottoscritto nel giugno del 2016. A rivelarlo il quotidiano Il Centro.

L’appalto era finito a febbraio nel mirino dell’autorità anticorruzione, l’Anac, in quanto il primo progetto esecutivo redatto dalla Rialto costruzioni spa, presentava modifiche sostanziali rispetto al definitivo già approvato dall’amministrazione comunale, con un aumento dei costi considerevole, da poco più di 10 milioni a 15 milioni e mezzo circa, che avrebbe dovuto indurre il Comune a non dare il via libera “per grave inadempimento e gravi irregolarità”.

Invece la stazione appaltante, aveva scritto l’Anac,  “ha concesso la possibilità di presentare un nuovo progetto esecutivo che la ditta ha trasmesso il 30 gennaio 2019, quindi oltre il termine perentorio del maggio 2017 previsto dalla gara. L’importo del nuovo progetto inoltre è salito a 22.950.548 euro”. L’aumento significativo rispetto al primo elaborato, secondo i progettisti, derivava dalle carenze presenti nel progetto originario posto a base della gara che mancava delle relazioni idrologica e idraulica, archeologica e relativa alla sicurezza.

Ed ora la risoluzione del contratto è arrivata, motivata nella determina del Comune, “dalla relazione sullo stato d’attuazione del contratto  e su i ritardi  e le inadempienze contrattuali dell’appaltatore, redatta del responsabile del procedimento in data 9 agosto 2022”.

E si  annuncia: “a ragione dei conclamati da adempimenti dell’appaltatore” con successivi atti si determinerà  “il danno derivante dall’inadempimento e si demanda all’ufficio legale il recupero delle somme relative alle spese sostenute da sostenere”.

In particolare a motivare la revoca, lo stallo del progetto esecutivo, “condizione essenziale per approvazione del medesimo e successivo avvio dei lavori di costruzione”, nell’impossibilità di valutare le modifiche progettuali, che hanno determinato l’aggravio di costi, bacchettate dall’Anac. Ovvero “l’impossibilità di effettuare una dettagliata e analitica comparazione e raffronto tra il computo metrico del progetto definitivo e ciò che è stato invece quantificato nell’elaborato detto Stima di progetto, allegato al progetto esecutivo, e quindi identificare nel dettaglio le lavorazioni che concorrono alla formazione dei corpi d’opera arrecanti la spesa aggiuntiva”.

A fine 2021, la Giunta comunale ha nominato un collegio consultivo tecnico per esaminare la situazione complessiva della documentazione relativa al Parco urbano di piazza d’Armi.