L’AQUILA – “Evitare il rischio di squilibrio fra le ricostruzioni dell’Aquila e delle frazioni più colpite del cratere sismico”.
Questo l’auspicio di Stefano Palumbo, consigliere comunale del Partito democratico, impegnato da ormai cinque anni e passa nel ginepraio del post-sisma aquilano.
“Grazie al cronoprogramma – dice Palumbo in una lunga intervista video ad AbruzzoWeb – la ricostruzione è stata suddivisa per criteri, definendo quali fossero le frazioni cui dare la precedenza, in base a priorità stabilite con criteri oggettivi come danno, presenza di abitazioni principali, attività commerciali. Anno per anno, sono state scelte le frazioni da ricostruire subito. La cosa importante da dire, che non era scontata, riguarda, proprio grazie al cronoprogramma, la priorità che molte frazioni del comprensorio hanno avuto con alcune porzioni del centro storico dell’Aquila, vedi la ‘mia’ Roio, Tempera, Onna. C’era la necessità di ‘aggredire’ le zone più colpite per evitare conseguenze sociali permanenti”.
“Oggi – prosegue Palumbo – la ricostruzione del centro storico dell’Aquila è partita con maggior ‘vigore’ rispetto alle frazioni, ma questo è dovuto essenzialmente ad una serie di normative aggiunte che hanno permesso maggiore velocità in alcune zone. Altro elemento che ha determinato uno squilibrio fra le due ricostruzioni è senza dubbio la presenza, nel centro storico aquilano, di edifici vincolati che hanno seguito un iter istruttorio diverso, più snello, della direzione regionale per i Beni culturali”.
Insomma, la situazione secondo il consigliere piddino è chiarissima.
“Se la fotografiamo, c’è uno squilibrio rispetto alle previsioni fatte, per questo, su sollecitazione mia e di altri rappresentanti delle frazioni, è stata dettagliata ancor meglio il cronogramma, attraverso una delibera di Giunta del mese scorso, con cui definire i criteri operativi per intervenire sulle frazioni prioritarie. All’interno di ogni frazione sono stati suddivisi dei comparti ‘cantierabili’ e verrà stabilita una graduatoria per dare modo all’ufficio speciale per la ricostruzione di far partire in blocco una zona vivibile e socialmente viva delle frazioni, in blocco, evitando la ricostruzione a macchia di leopardo, una volta arrivati i fondi”.
Palumbo si aspetta le graduatorie entro la fine del mese, “almeno per le frazioni da ‘codice rosso’. A quel punto l’ufficio speciale chiamerà i progettisti per integrare la scheda parametrica per poi far finanziare i progetti. In parallelo, va evitato di vincolare soldi che poi non possono essere spesi”.
Poi, sul ‘tema dei temi’ del post-terremoto aquilano, quello dei fondi per la ricostruzione, il giovane esponente di maggioranza in Consiglio comunale afferma che “la macchina organizzativa è ormai partita, siamo nelle condizioni di istruire pratiche per la ricostruzione pari a 1 miliardo l’anno, forse a Roma avevano lavorato per ostacolarci. Dobbiamo continuare con questa velocità e pretendere risorse aggiuntive ogni volta. Il governo ogni volta ci ribadisce che non è nelle condizioni di lasciare nelle casse degli enti locali neanche un centesimo, noi dobbiamo dimostrare ogni volta di aver impegnato i soldi. È il ‘tiraggio’, la sfida a chi tira di più”.
Più di una parola Palumbo la spende sull’assenza del premier, ‘marca’ Pd, Matteo Renzi, dall’Aquila terremotata.
“I governi si succedono, i ruoli apicali cambiano, e le promesse per L’Aquila cadono. Si potrebbe leggere l’assenza di Renzi in termini di serietà. Mi aspetto che venga, ma con qualcosa di concreto fra le mani. È stato un sindaco e sa quali sono le difficoltà di una città come L’Aquila. Dopo le regionali mi aspetto una sua visita, oggi non è il caso, potrebbe essere scambiata per campagna elettorale, vista la vicinanza con le regionali. Ecco, verrà senza i riflettori, ne sono sicuro”.
E sulla campagna elettorale, il politico aquilano dice di viverla “positivamente, come Partito democratico dell’Aquila. Siamo gli unici ad aver scelto la partecipazione, vedi il successo delle primarie dello scorso marzo che hanno visto emergere Pierpaolo Pietrucci come candidato aquilano alla carica di consigliere regionale. Una scelta consapevole, nelle nostre corde, le primarie sono un’occasione per fare campagna elettorale partendo da lontano, per permettere al candidato di incontrare la gente senza che si riduca all’ultimo mese”.
“E i frutti si vedono, Pietrucci va in giro insieme ad una squadra, non gioca da ‘solista’, non mi pare che ci siano molti altri capaci di fare lo stesso sul territorio”, conclude Palumbo. (r.s.)





