L’AQUILA – Sta per tornare in vita una palazzina importante del centro storico dell’Aquila, porta d’accesso al ‘cuore’ della città dalla zona della Villa comunale.
La storica sede dell’Inail in corso Federico II, accanto al cinema Massimo, che è stata demolita per poi essere ricostruita, tornerà infatti a essere esattamente com’era prima del 6 aprile 2009. I tempi per la fine dei lavori non sono lontani: si parla di agosto/settembre 2014. Tempi record rispetto a quelli previsti, ovvero marzo 2015.
Rimossa una parte delle recinzioni di cantiere, lo scheletro di cemento armato già torreggia mentre la facciata del palazzo, costruito alla fine degli anni ’30, che era stata smontata pezzo per pezzo, lavorata e restaurata, sarà presto riposizionata esattamente al suo posto, con le necessarie integrazioni.
“L’aspetto esterno sarà identico – spiega ad AbruzzoWeb Vito Domenici, committente dell’opera – in più si avrà un edificio di classe 4, ad altissima sicurezza antisismica dal punto vista strutturale. Il sistema impiantistico e quello energetico sono all’avanguardia. L’intervento è stato eseguito con le più moderne tecniche a disposizione della ricostruzione”.
Qualche modifica è stata fatta all’interno della struttura, in particolare dal punto di vista della disposizione dei locali. Gli spazi commerciali che affacciavano sotto i portici, come lo storico negozio Madonnina Confezioni e la libreria Japadre, sono stati collocati nello stesso punto.
Nella parte che affaccia su via Sant’Agostino, invece, il locale che ospitava il negozio Acqua&Sapone è stato trasformato in un parcheggio a due piani seminterrato.
La nuova struttura è stata realizzata in cemento armato, per dare più stabilità all’intero complesso.
“Il palazzo era molto precario a livello strutturale – spiega Domenici – perché realizzato da ditte diverse in tempi diversi, per di più con materiali scadenti: c’era infatti muratura di cattiva qualità con irrigidimenti di cemento”.
Per Domenici, la sostituzione edilizia (demolizione e ricostruzione) di questo palazzo deve essere presa d’esempio nel processo complessivo in atto nel capoluogo.
“Nonostante le mille difficoltà, in brevissimo tempo siamo riusciti a riportare un pezzo importante di città a quello che era prima. Un vero esempio di come si possa praticare la ricostruzione con coraggio”, aggiunge.
L’intervento, eseguito dall’azienda aquilana Taddei Spa, è costato circa 14 milioni di euro. “Un grande risparmio se si pensa che la sola ristrutturazione avrebbe avuto un costo di oltre 20 milioni, con risultati certamente inferiori dal punto di vista della sicurezza antisismica dell’edificio”, conclude Domenici.
Ad occuparsi del progetto, l’architetto Giovanna Liberali, strutture e impianti sono state progettate dall’ingegner Diego Imperiale.






