L’AQUILA – Il presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani, è finito sotto inchiesta con l’accusa ipotizzata di turbativa d’asta per i lavori di ristrutturazione post sisma del palazzo dei Combattenti all’Aquila, di proprietà della stessa Fondazione.
Lo scrive oggi quotidiano Il Messaggero.
Secondo l’accusa, che dovrà essere provata, Fanfani avrebbe in accordo con un proprio dipendente agevolato due ditte, costituite in Associazione temporanea di impresa.
Nello specifico, secondo le indagini del pm Simonetta Ciccarelli e dei carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo dell’Aquila, Fanfani, “amministratore/delegato per le parti comuni in forza della delibera del consiglio di amministrazione dell’ente”, in concorso con un dipendente della fondazione e altri quattro imprenditori, procuratori e amministratori delle due ditte, avrebbe posto in essere “delle collusioni” in relazione alla gara d’appalto, consistite “nel sostituire una scheda, modificando in aumento il punteggio; nel concordare con le stesse ditte criteri di valutazione e punteggi delle offerte pervenute, nell’informarle del punteggio del rating Ufficio speciale per la ricostruzione (Usra) indicato dalle ditte partecipanti e coadiuvarle nella predisposizione della successiva offerta da presentare in seguito all’invito a partecipare in modo tale da calibrare la misura del rating, dei giorni di riconsegna anticipata e dello sconto percentuale sulle opere nella misura minima necessaria a consegnare il massimo punteggio attribuibile”.
Sempre secondo l’accusa, si sarebbe così “turbata la licitazione privata privata indetta per conto della pubblica amministrazione, per la riparazione di un edificio danneggiato dal sisma e dichiarato di interesse importante”.
“Non conosco questa ditta e non ho mai parlato con nessuno. Andrò a chiarire tutto nelle prossime ore – dichiara Fanfani ad AbruzzoWeb – Da quello che so, una ditta avrebbe tentato di fare una turbativa d’asta. Inoltre quella stessa ditta alla selezione è arrivata quinta su sei, quindi se così fosse, dovremmo essere noi la parte lesa”.
Riguardo poi alla modalità della selezione Fanfani specifica: “Questa ditta, avendo tutti i requisiti è stata invitata alla selezione. Si tratta di una selezione privatistica, ma fatta secondo i criteri dettati dall’Usra e alla presenza dei carabinieri”. (m.gal)






