L’AQUILA – Riconvocare dopo molto tempo la commissione paritetica, organo misto tra l’azienda sanitaria e l’Università dell’Aquila, per riequilibrare l’atto aziendale ed evitare il paventato declassamento da unità complesse a semplici dei reparti a guida universitaria dell’ospedale San Salvatore, che nelle scorse settimane ha suscitato polemiche.

A chiederlo sono il direttore del dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche Edoardo Alesse e i docenti dell’Area clinica, in regime di convenzione con la Asl numero 1.

Una richiesta di tutela che sembra rivolta più al direttore generale della Asl, Giancarlo Silveri, che all’interlocutore naturale di docenti universitari, il rettore dell’Ateneo Ferdinando Di Orio, al quale Alesse si era rivolto in una lettera dello scorso 8 marzo, anticipata da AbruzzoWeb, chiedendo di ricusare in toto l’atto. La risposta evidentemente non è stata soddisfacente.

“La commissione paritetica – ha detto Carlo Masciocchi, primario di Radiologia all’ospedale San Salvatore del capoluogo – riporta le esigenze dell’università e dell’ospedale e le fa convergere in un unicum di intenti. Non è stata piu convocata da tempo, un modo scorretto di rapportare le due parti, non ci sono più state convergenza e idee ma un atto unilaterale della Asl perche non c’è convocazione della commissione paritetica”.

Masciocchi ha anche denunciato una “mancanza di dialogo tra le parti, comunque il rettore Ferdinando Di Orio nemmeno con i precedenti direttori sanitari riusciva a interagire. È necessario coordinare la Asl e l’Università, ognuna con la sua mission diversa. L’Ateneo forma i medici e non è attivita marginale. L’Università è lo Stato come la sanita è lo Stato. E invece dietro l’atto non c’è condivisione di progetti con l’università”.

Gli insorti hanno denunciato “una serie di problemi tra la Asl numero 1 e l’Ateneo aquilano, che avviliscono un rapporto virtuoso e basato su una reciprocità di interessi e iniziative”.

“Il nuovo atto aziendale – ha detto Alesse – danneggia la componente universitaria. Non vogliamo un  tavolo ristretto solo con l’azienda sanitaria, perché qui si sta parlando di salute pubblica ed è necessario parlare alla comunità aquilana e a tutte le componenti civili, politiche e sindacali”.

Secondo il direttore Discab, è necessario “avviare un tavolo di trattative con istituzioni e la Asl molto piu ampio. Il nostro è un messaggio pacifico, ma che vuole rivendicare la nostra partecipazione – ha concluso – avendo come obiettivi la commissione paritetica e l’aziendalizzazione. È necessario realizzare un’azienda che garantisca lo sviluppo del rapporto tra sanità e formazione universitaria”.  (m.gal.)