L’AQUILA – Giorni intensi nella politica aquilana dopo le elezioni che hanno portato alla rielezione al primo turno del sindaco di Fratelli d’Italia Pierluigi Biondi. Nella confermata maggioranza di centrodestra si infittiscono incontri e trattative per la composizione della giunta, che dovrà essere varata entro il primo consiglio comunale, da convocare e celebrare entro e non oltre sabato 9 luglio.

Mentre nel centro-sinistra uscito a pezzi dalla competizione e con il Pd che ha perso oltre 10 punti rispetto al 2017, uno dei dati peggiori in Italia, si cerca una via d’uscita dalle polemiche e faide interne, alla ricerca di una pacificazione e di un rilancio.

Biondi ieri in conferenza stampa assieme all’assessore regionale Guido Liris, e al coordinatore regionale Etel Sigismondi, ha enfatizzato la “vittoria epocale” di Fdi a L’Aquila, con il 20,4%  miglior risultato di sempre e sulla giunta ha detto:  “Se fosse una questione puramente matematica avremmo chiuso in un quarto d’ora. sarà una Giunta di qualità, solida, grazie all’equilibrio tra conferme e novità. Nei prossimi 5 anni non potremo perdere un solo secondo per guidare una locomotiva già lanciata”.

Confermando che sarà adottata la regola di” un assessore ogni due consiglieri eletti”, ma con eccezioni e variabili. E calcolando “i resti”.

I posti in palio in giunta sono 9, compresa l’ambitissima carica di vicesindaco e poi c’è il posto da presidente del Consiglio comunale. Ed ancora, preziosi per trovare la quadra, i posti in commissione, le presidenze delle società comunali, e se non bastasse la garanzia di candidature future e incarichi alla Regione, che è anch’essa di centrodestra.

Fratelli d’Italia con il 20,4% ha eletto sette consiglieri, la Lega con il 12,5% quattro consiglieri L’Aquila futura con la 8,4%,  3 consiglieri, Forza Italia con 6,3%, 2 consiglieri, Civici e indipendenti con Biondi sindaco, con il 5,6% due consiglieri, L’Aquila centro col 5,1%  2 consiglieri.

Dunque con questo schema a rigor di logica a Fdi spettano 3 assessori,  2 assessori spetterebbero alla  Lega,  2 a L’Aquila futura, 1 a Fi, 1 a L’Aquila al centro, 1 a Civici e indipendenti, per un totale di 10 posizioni, e con l’assessorato mancante compensato con la presidenza del consiglio comunale. I “resti” di cui tener conto sono quelli di Fdi, che ha 7 consiglieri, e L’Aquila futura, che ne ha 3 e a cui spetta dunque qualcosa in più di 3 e 1 consigliere.

Problema da risolvere è poi che per una legge non scritta il vicesindaco non deve essere dello stesso partito del sindaco e dunque a rigor di logica dovrebbe spettare alla Lega o anche a L’Aquila futura.

Nella scelta Fdi ha come punti fermi i più votati Raffaele Daniele, Livio Vittorini e Vito Colonna, ma ci sono anche le quarte e quinte più votate Katia Persichetti, ed Ersilia Lancia, capogruppo uscente e moglie del segretario regionale Sigismondi. Favorite dalle quota rosa da assicurare in giunta.

Raffaele Daniele ambirebbe poi di tornare al ruolo lasciato prima delle elezioni, ossia quello di vicesindaco e non sarebbe interessato alla presidenza del Consiglio. Un nodo in più da risolvere.

Nella Lega le più votate sono Laura Cucchiarella e Fabrizio Taranta e a seguire il capogruppo uscente Francesco De Santis. Ma da quanto si apprende Cucchiarella sarebbe interessata alla giunta.

La Lega da quanto si apprende avrebbe indicato come vicesindaco proprio Taranta. E punta a prendere tre assessori, in qualità di secondo partito, oppure anche due assessori e la presidenza del consiglio, facendo insomma saltare la regola dell’ “un assessorato ogni due consiglieri”

Il più votato in Forza Italia è l’avvocato Roberto Tinari, che ha ricoperto il ruolo nella consiliatura appena terminata e potrebbe essere riconfermato, ambisce però ad un assessorato la seconda più votata Maria Luisa Ianni.

Per l’Aquila futura il più votato in assoluto, il vicepresidente del consiglio regionale Roberto Santangelo tenuto conto dei suoi impegni all’Emiciclo potrebbe non ricoprire ruoli nell’esecutivo aquilano. E dietro di lui i più votati della lista sono Laura Cococcetta e Guglielmo Santella. Ma si fa il nome come papabile assessore anche di Luca Rocci, rimasto fuori dal Consiglio Comunale con 251 preferenze.

Per L’Aquila al centro posto assicurato per Daniele D’Angelo, nono più votato in assoluto, con  640 voti.

Mentre per Civici e indipendenti la sfida è innanzitutto tra i due eletti Fabio Frullo e Luigi Faccia

Quanto riguarda il centro-sinistra decisiva sarà la riunione plenaria di tutti gli iscritti al Partito democratico aquilano convocata dal presidente dell’assemblea comunale Carlo Benedetti, per la prossima settimana, alla presenza del segretario regionale Michele Fina e del segretario provinciale Francesco Piacente.

Si parte dalle dimissioni di Emanuela di Giovambattista dalla segretaria cittadina. E dall’attuale azzeramento della segreteria cittadina.

La candidata sindaca Stefania Pezzopane deputata del Pd nelle sofferte riunioni del partito dei giorni scorsi  ha confermato che manterrà il posto in consiglio comunale, senza cederlo al primo dei non eletti Gianni Padovani,  ma farà un “passo di lato” lasciando spazio al tanto invocato rinnovamento generazionale del partito e non sarà lei il capo dell’opposizione.