L’AQUILA – Si va verso lo sciopero. 

Non è uscito fuori nulla di diverso rispetto al solito nel corso dell’incontro di questo pomeriggio a Barisciano (L’Aquila) tra i lavoratori della cooperativa sociale ‘Leonardo’, senza stipendio da diversi mesi, alcuni sindaci dell’Aquilano e i rappresentanti della comunità montana ‘Montagna Aquilana’.

L’incontro avrebbe dovuto portare qualche chiarimento in più sulla posizione dei lavoratori dei servizi sociali della ‘Leonardo’, che nel giro di una decina di giorni hanno protestato davanti alla sede della comunità montana per poi darsi appuntamento fuori dal palazzo dell’Emiciclo, all’Aquila, in un sit-in allargato insieme ai cavatori provenienti da tutta la regione e agli sfollati delle case Ater del capoluogo abruzzese.

In sintesi, il quadro è questo: i lavoratori della ‘Leonardo’ hanno scelto la via delle proteste, che porteranno a uno sciopero per il quale serviranno degli schemi ben precisi volti a garantire in ogni caso i servizi di assitenza sociale alla popolazione, per chiedere alla Regione, che ha tagliato i fondi al sociale su input del governo Monti, e alla comunità montana che con quei fondi assicura il salario agli stessi lavoratori, di trovare soluzioni adatte a scongiurare quello che ormai sembra essere il definitivo tracollo del sistema dei servizi sociali sul territorio, in pratica un colpo mortale a uno dei settori più importanti del sistema welfare.

Nel corso del concitato incontro del 18 settembre scorso tra l’assessore regionale al Lavoro Paolo Gatti, e il segretario di circolo di Rifondazione comunista dell’Aquila e operatore della Leonardo, Goffredo Juchich, una soluzione era stata contemplata. 

Proprio Gatti, facendosi carico delle istanze degli operatori sociali, si era detto pronto a inziare l’iter di sblocco di 12 milioni di euro di un fondo per le aree sottosviluppate, per la cui erogazione servono comunque dei tempi tecnici dell’ordine di due, tre mesi. Gli operatori, dal canto loro, avevano ribadito quanto espresso nel sit-in di qualche giorno prima a Barisciano, ossia la volontà di applicare ogni forma di protesta in crescendo, fino ad arrivare allo sciopero, nel caso in cui non fosse stata risolta la situazione anche attraverso soluzioni tampone, quali la cassa integrazione.

“All’incontro di oggi – afferma Goffredo Juchich ad Abruzzoweb – mancavano i sindaci dei comuni inadempienti nei confronti della ‘Leonardo’. C’erano soltanto quattro sindaci, di Capitignano, Campotosto, Barisciano e Montereale, tranne quelli inadempienti. In pratica, hanno marcato visita coloro i quali avrebbero dovuto dare risposte concrete. Anche l’assessore Gatti era assente, ma ha mandato una nota in cui ribadisce l’impegno promesso lo scorso 18 settembre in Regione”.

“Non è emerso nulla di nuovo – continua Juchich – visto che la comunità montana ha ribadito di voler riattivare i servizi anche con soli 25 mila euro in cassa. Noi lavoratori siamo sempre nella melma, i soldi non ci sono, soluzioni a portata di mano non se ne vedono e le fasce più deboli della popolazione, da noi assistite, hanno lo stesso nostro futuro davanti”.

“Nei prossimi giorni – conclude l’ex consigliere comunale di Prc – inconteremo i vertici della ‘Leonardo’ per comunicare loro la scelta di una forma di protesta più incisiva, uno sciopero, nella legalità e con i tempi tecnici che questa scelta comporta, circa una ventina di giorni”.